Per Vecchi ora è rebus assessorati fra alleati da soddisfare e nuovi ruoli
Gli alleati presentano il conto a Luca Vecchi, chiedendo un assessorato a testa nella nuova Giunta. Per far quadrare i conti e tener fede alle promesse il sindaco – che ieri sera ai Chiostri di San Pietro ha festeggiato la vittoria con i suoi sostenitori – dovrà portare a nove gli assessorati e sfoderare capacità di mediazione.
Per soddisfare tutte le richieste potrebbe anche chiedere a ogni lista di indicare una terna di nomi, un modo per andare a individuare gli assessori in base alle competenze e non al numero delle preferenze ottenute, sbrogliando la complicata matassa. Vecchi ha poi la necessità di tenere le mani libere per individuare, come promesso in campagna elettorale, il nuovo assessore alla Cultura, delega che negli ultimi cinque anni ha tenuto nelle sue mani.
E non è certo se tale incarico sarà assegnato agli alleati o a uno dei quattro assessori riconfermati: Raffaella Curioni, Valeria Montanari, Daniele Marchi e Alex Pratissoli, anche se quest’ultimo fino ad ora non ha sciolto la sua riserva. Il sindaco è anche alla ricerca del nuovo direttore generale del Comune, ruolo rimasto vacante dopo l’uscita di Paolo Bonaretti, ma questo nulla ha a che vedere con la Giunta.
Se ai quattro assessori superstiti si aggiungono i tre assessori indicati dalle liste e quello alla Cultura, nell’esecutivo resta vacante un solo posto. Ma i pretendenti sono tanti, soprattutto in casa Pd: Annalisa Rabitti, Matteo Iori e Andrea Capelli i nomi più gettonati.
Per risolvere il rebus, Vecchi sul piatto può mettere altri tre incarichi: la presidenza di Fcr (strada percorsa da Graziano Delrio nella sua prima consigliatura), la presidenza di Asp-Rete e quella del consiglio comunale. Ed è proprio quest’ultima la carica che potrebbe essere assegnata all’esponente di una delle tre liste collegate: Immagina Reggio, +Europa e Reggio è. Un’ipotesi non da scartare anche se per i tre gruppi, che hanno eletto un solo consigliere, significherebbe scomparire dal dibattito in Sala Tricolore.
Per ora, ci è stato confermato da alcuni esponenti delle liste collegate, «non sta circolando nessuna terna, ma si tratta un’opzione percorribile» per convincere qualche alleato, a partire da Lanfranco De Franco di Reggio è. Chi molto probabilmente tornerà alla presidenza di Fcr è la Rabitti, per portare avanti il progetto “Reggio città senza barriere”, mentre per l’ex capogruppo Capelli potrebbero aprirsi tre strade: un assessorato al Bilancio, uno alle Infrastrutture e Mobilità o la presidenza di Asp.
Anche sulla scelta del capogruppo Pd sono iniziate le prime schermaglie. In attesa delle probabili dimissioni della Rabitti e di Iori (quest’ultimo destinato ad un assessorato), per ora in ballo ci sono il vice capogruppo della passata legislatura Gianluca Cantergiani e Claudia Aguzzoli (entrambi sostenuti dal segretario provinciale Pd, Andrea Costa).
Ma sarà necessario attendere l’arrivo dei due consiglieri subentranti, Paolo Genta e Fausto Castagnetti, che vorranno dire la loro prima di chiudere la partita. Anche per il chirurgo Claudio Pedrazzoli si prospetta un ruolo di primo piano. Potrebbe essere l’uomo che seguirà da vicino la partita della sanità, che dopo l’unificazione tra Ausl e ospedale Santa Maria deve ancora trovare un equilibrio definitivo. —
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