Reggio Emilia non è un paesone, ha dignità
Pina Tromellini
Non sono indifferente, pertanto la performance sfacciata di Sgarbi mi ha indignata come cittadina e donna. Credeva forse di parlare ad un paesone volgare e di basso profilo?
Reggio ha origini contadine, in verità, ma la storia racconta che nelle campagne, all’inizio del Novecento, si leggeva La Giustizia, giornale di Camillo Prampolini; Otello Sarzi con il Teatro di Strada faceva conoscere la bellezza dello spettacolo dal vivo.
La città è conosciuta nel mondo per le scuole dei bambini 0-6 anni, grazie a un maestro come Loris Malaguzzi che il prossimo anno compirà cento anni e a una Amministrazione locale che lo ha sostenuto con lungimiranza. Gianni Rodari ha composto a Reggio “La grammatica della fantasia”. Reggio è la città della danza. Ha ospitato il Kabuki, Martha Graham, Wiliam Forsyte e tante altre compagnie. L’Ater Balletto ha sede qui.
Da un Conservatorio innovativo è nata un’orchestra giovanile, in rete con i Teatri e l’Ater Balletto. Claudio Abbado era di casa; in città si tiene il Concorso internazionale per quartetti d’archi, “ Paolo Borciani”.
Reggio Emilia è stata tra le prime città a celebrare, nella sala del Tricolore, diverse unioni civili, tra omosessuali, come diritto da rispettare. Sono una persona che coltiva parole, perché dentro ad ogni parola c’è un mondo di relazioni, diritti e doveri.
Nelle parole di Sgarbi ho trovato solo bruttezza, quella “merda” che ha buttato addosso a tutti. Alle donne in special modo. Uno stupro verbale, maschilista e grezzo. Da osteria, rivelatore di una filosofia di destra.
Da Reggio provengono grandi donne come Nilde Iotti, Carmen Zanti,Velia Vallini (solo per citarne alcune) e altre che hanno collaborato con gli uomini a ricostruire la città nel dopoguerra; altre che hanno lottato per conquistare le scuole dei bambini. Oggi molte giovani donne siedono in consiglio comunale ( a destra quasi nessuna), guardano al futuro con competenza. Presenti in città operano molti gruppi e movimenti femminili.
Mi auguro che altri cittadini e cittadine si siano sentite offese dalle parole di Sgarbi e facciano sentire la loro voce. Reggio non ha bisogno di questi personaggi. —
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