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scandiano, il processo 

Ruba una “Graziella” davanti al supermercato ma la donna lo scopre

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SCANDIANO. Va a fare la spesa al supermercato Conad, ma quando esce la sua bicicletta “Graziella” è sparita, o meglio rubata, perché la catena è stata spezzata.

Inizia così il 18 ottobre di quattro anni fa l’indagine che porterà i carabinieri dritti dritti verso l’abitazione di Fabrizio Ruozzi, disoccupato 34enne. Il perché è presto detto: le immagini del sistema di videosorveglianza del supermercato lo ritraggono inequivocabilmente mentre ruba la bicicletta da donna. E in precedenza la giovane derubata era rimasta basita passando casualmente dove abita Ruozzi: lì vede la sua bici, la riconosce senza tentennamenti e fa subito la segnalazione ai militari. Durante la perquisizione i carabinieri trovano non solo la “Graziella” rubata, ma anche due costose mountain bike (una bianca con scritte azzurre e una bianco-giallo-verde) che non convincono a tal punto gli inquirenti, da far scattare anche l’accusa di ricettazione.

Ma ieri in tribunale a Reggio Emilia, l’avvocato difensore Alessandro Conti si è opposto alla duplice accusa, in quanto delle due mountain bike non è mai stata presentata denuncia di furto, quindi non c’è la prova che Ruozzi le abbia rubate. Tesi difensiva che convince il giudice Simone Medioli Devoto, da qui la condanna per l’imputato ma “solo” per il furto della “Graziella”: un anno di reclusione con pena sospesa. —

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