Assolto dal furto in casa perché non riconosciuto
REGGIO EMILIA. Sull’ucraino 26enne Yevgeniy Ganenko pendeva da quasi cinque anni l’accusa di furto in un’abitazione.
Ieri la svolta all’udienza preliminare – con rito abbreviato – davanti al gup Giovanni Ghini.
All’ucraino le forze dell’ordine erano arrivate indagando su un furto che era avvenuto il 29 ottobre 2014 in casa di una reggiana.
Il ladro era salito fino al secondo piano, per poi entrare sul balcone e forzare la porta finestra.
A quel punto ha cominciato a rovistare nell’abitazione, riuscendo ad impossessarsi di un telefonino e di alcuni gioielli.
Ma la padrona di casa era riuscito a vederlo mentre fuggiva e dalla sua descrizione sono partite le indagini che hanno portato a Ganenko.
Ma messa davanti ad una foto segnaletica dell’ucraino, la derubata ha detto di riconoscerlo ma non con certezza.
Troppo poco per poterlo incastrare in un’aula di tribunale, non oltrepassato il ragionevole dubbio che si possa essere trattato di un altro individuo. Infatti gli avvocati difensori Mario Di Frenna e Lucia Larocca hanno ieri chiesto l’assoluzione per il loro assistito. E il gup Ghini è stato dello stesso avviso, chiudendo così questo caso giudiziario che si trascinava da tempo. —
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