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«Dietro la via crucis di Mattia ci sarà uno spiraglio di luce»

Andrea Vaccari
«Dietro la via crucis di Mattia ci sarà uno spiraglio di luce»

Una folla commossa al funerale del 19enne stroncato dalla leucemia. Le parole di incoraggiamento di don Repetti ai famigliari e ai tanti amici

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CADELBOSCO SOPRA. Tanta commozione e un composto silenzio hanno accompagnato ieri pomeriggio, a Cadelbosco Sopra, i funerali di Mattia Amidati, stroncato a soli 19 anni da una forma di leucemia che lo aveva colpito solo pochi mesi fa.

Nella chiesa cadelboschese sono confluite persone di ogni età, ma in particolare tanti giovani che hanno voluto portare l’ultimo saluto a un amico generoso e solare, dal sorriso contagioso. Tra di loro, i compagni di classe di quinta del “Motti” di Reggio Emilia che Mattia frequentava e dove avrebbe dovuto, nei prossimi giorni, sostenere l’esame di maturità.

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È stato un grande abbraccio collettivo, quello che la comunità di Cadelbosco ha riservato alla famiglia: il padre e la madre sono stati accolti dal cordoglio di amici e parenti, così come il fratellino è stato accompagnato da tanti compagni di classe.

Lo stesso sacerdote che ha celebrato la funzione, don Gianni Repetti, ha faticato a trattenere la commozione davanti a una situazione così straziante: Mattia avrebbe compiuto 20 anni il prossimo 6 agosto e, più o meno all’inizio dell’anno scolastico, aveva iniziato ad accusare i primi sintomi: si sentiva debole, faticava a stare in piedi.

Da lì la necessità di sottoporsi agli esami medici. Dai quali è emersa la malattia a causa della quale, nei mesi successivi, ha affrontato pesanti cicli di cure ed anche un trapianto del midollo donato dal padre, che purtroppo non è servito a rallentare il decorso della malattia.

Nella sua già precaria condizione di salute sono subentrate poi complicazioni che hanno costretto il ragazzo al ricovero in Rianimazione per alcune settimane. Poi è tornato in reparto, al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, ma la situazione purtroppo non è migliorata.

Mattia era un ragazzo conosciuto in paese, dove aveva svolto tutto il suo percorso scolastico, per poi frequentare le scuole superiori in città. Era un grande amante degli animali e dotato di una personalità aperta. Disponibilità e onestà, tra l’altro, sono le caratteristiche che la famiglia ha voluto evidenziare nella foto-ricordo all’entrata della chiesa, dove in tanti hanno firmato il quaderno delle presenze.

Il Vangelo di ieri raccontava il culmine della Via Crucis di Gesù, che spira sulla croce tra le derisioni dei soldati romani e tante fatiche. «Ci sono analogie – ha spiegato il parroco – tra il cammino di Gesù e quello di Mattia. Entrambi hanno sofferto molto, per ragioni diverse: Mattia, così come è successo a Gesù, un giorno risorgerà. Adesso è difficile pensare positivo perché il dolore e la tristezza sono forti, ma dobbiamo farci coraggio e convincerci che anche in questo momento di grande buio c’è uno spiraglio di luce. È a questo che dobbiamo aggrapparci».

Tante le parole di conforto spese a sostegno della famiglia durante le preghiere dei fedeli. Al termine della funzione, dietro al feretro si è formato il corteo funebre che, a piedi, si è diretto al cimitero del paese, dove la salma è stata tumulata. Mattia Amidati lascia il padre Davide, la madre Simona Parlati, il fratello Thomas, Mauro ed Elena, i nonni, gli zii e altri parenti. La famiglia non ha chiesto fiori ma eventuali offerte all’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e melanomi dell’ospedale Sant’Orsola- Malpighi di Bologna. —




 

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