Gazzetta di Reggio

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DI NUOVO ARRESTATI 

Gli accoltellatori di via Roma sono tornati dietro le sbarre

Am.P.

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reggio emilia. Sono entrambi finiti in carcere i due accoltellatori di via Roma Mahmood Akthar, 61 anni, e Muhammad Tanvir, 41 anni, residenti in città. Non per essersi macchiati del fatto di sangue in sé ma perché gli sono stati revocati i benefici alternativi al carcere di cui godevano per precedenti reati.

L’episodio, che aveva seminato il panico in centro storico, è avvenuto una settimana fa. Mercoledì 5 giugno alle 17.45 i due pakistani stavano facendo spesa nel negozio di ortofrutta fra via Roma e via Filippo Re, quando sono stati raggiunti da un terzo connazionale, Zohaib Safdar, 32 anni. È scoppiato un violento diverbio, proseguito in crescendo all’esterno del negozio e culminato con quattro coltellate alla schiena del 32enne, che si è accasciato perdendo molto sangue. La polizia ha risolto il caso in poco tempo, anche perché gli aggressori erano ancora nel negozio. Mentre il coltello, di sei centimetri di lama, non è mai stato trovato, nonostante la zona sia stata battuta a tappeto, cassonetti compresi.

Il 61enne e il 41enne erano stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio in concorso perché, sebbene a infliggere i fendenti sia stato il più anziano, l’altro teneva stretta la vittima. In sede di convalida degli arresti, però, il pm Laura Galli ha derubricato l’accusa in lesioni gravi e il gip Luca Ramponi ha concesso gli arresti domiciliari ad entrambi.

Decisivo per il nuovo arresto è stato il lungo curriculum penale dei due. Akthar, che già prima dell’acoltellamento era ai domiciliari per una vicenda di spaccio del 2017 (aveva il permesso di uscire solo per fare la spesa), visti i suoi precedenti (evasione, porto d’arma, rissa, guida in stato di ebbrezza, danneggiamento) si è visto revocare il beneficio dal Tribunale di Sorveglianza ed è stato prelevato dai carabinieri martedì scorso. Nello stesso giorno identica revoca, eseguita dalla polizia, per Tanvir, che era in affidamento in prova ai servizi sociali sempre per spaccio (tra i precedenti pure tentata estorsione e ricettazione). Finirà in cella, appena sarà dimessa, anche la vittima, tuttora in ospedale (guarirà in 15 giorni): Zohaib deve scontare una pena definitiva di un anno e mezzo emessa dal tribunale di Parma. —

Am.P.

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