Recuperati 11 cani in un’ora, si sospettano staffette dal Sud
L’emergenza domenica mattina: è una mamma con i suoi cuccioli di pochi mesi. «Pensano di salvarli, ma spesso sono malati, un rischio per le nostre strutture»
NOVELLARA. Dieci cuccioli recuperati nelle campagne della Bassa in un solo giorno. E un sospetto che questi arrivino dal Sud, portati in Emilia da una delle tante staffette organizzate da chi pensa così di salvare gli animali da situazioni peggiori. Ma non considera che, così facendo, mette in difficoltà i canili locali, già alla prese con cucciolate e numero di cani in crescita. Non solo: li espone, i canili e i cani, a rischi di natura igienico-sanitaria.
L’ultimo grido di allarme arriva dal canile intercomunale di Novellara. Dove l’emergenza si è presentata in tutta la sua concretezza domenica scorsa.
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«Nella mattina di domenica 9 giugno siamo stati contattati da una cittadina a Reggiolo che aveva trovato una cagnolina legata a un albero in un boschetto vicino a casa sua con sei cuccioli. Effettuato il recupero e tornati in struttura, dopo circa un’ora si presenta un altro ragazzo, proveniente dalle campagne di Novellara, dicendo ance lui di aver trovato quattro cuccioli in campagna in un pioppeto – spiegano le operatrici dal canile –. Confrontando i cuccioli, è subito apparso alle operatrici che erano praticamente identici e quindi tutti provenienti dalla stessa cucciolata, tanto che la madre li ha riconosciuti».
I SOSPETTI
In tutto, dunque, nel giro di un’ora sono arrivati 11 cani: la mamma e 10 cuccioli.
A rendere il doppio ritrovamento sospetto è che anche un antefatto. Il sabato precedente le operatrici del canile di Novellara sono state avvisate dalla responsabile del canile di Carpi – che in passato più volte ha denunciato via social, e non solo, questa cattiva consuetudine – alcune animaliste avevano organizzato una staffetta, da Sud a Nord, proprio per questo weekend. «Ora siamo tutti a conoscenza della terribile situazione dei cani randagi e dei canili in alcune zone del Meridione, ma questo non giustifica questi scellerati viaggi della speranza, che non risolvono il problema alla radice, ma anzi possono creare gravi problemi alle strutture del nostro territorio – si sfogano da Novellara –. I cani provenienti dal Sud potrebbero portare malattie come cimurro e parvovirosi che potrebbero uccidere intere cucciolate magari già presenti in canile, per non parlare della leishmaniosi, sempre più diffusa anche nelle nostre zone. Inoltre, per questi cuccioli, di taglia medio-grande, quando saranno adulti non sarà immediata un’adozione in quanto la gente, per mille motivi diversi, predilige le taglie piccole». —
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