Cimici nello studio di Gnoni dirigente del servizio Legale
Piazzato anche un trojan nel telefono. Tre studi legali sottoposti a perquisizione
REGGIO EMILIA. Da quanto filtra l’avvocato Santo Gnoni, dirigente del servizio legale del Comune, sarebbe una figura centrale di questa clamorosa inchiesta, perlomeno quella più monitorata visto che era sotto osservazione da tempo da parte della guardia di finanza e con metodi piuttosto all’avanguardia: cimici collocate negli uffici del Servizio legale del municipio e – come nel caso investigativo ormai stranoto del togato Luca Palamara legato allo scandalo del Csm – il trojan installato dagli inquirenti nel telefonino del legale del Comune per documentare incontri e manovre.
Intercettazioni ambientali e telefoniche che avrebbero dato il “la” ad altri accertamenti investigativi.
Gli uffici dove opera l’avvocato Gnoni sono stati passati al setaccio ieri mattina dai quattro pm (Salvi, Stignani, Berardi e Marano) insieme ai finanzieri, il tutto alla presenza – come prevede la legge nel caso si tratti di studi legali – del presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia (Celestina Tinelli) con funzioni di garanzia. Perquisizione e disattivazione delle cimici sotto gli occhi dell’indagato, che è difeso dall’avvocato Liborio Cataliotti giunto sul finire del blitz perché impegnato in un processo, comunque prima rappresentato dal collega di studio Matteo Bolsi.
Stesso copione in altri tre studi legali, a partire da quello dell’avvocato Paolo Coli (in via Vittorio Veneto, con presente la collega Rosanna Beifiori come vice presidente dell’Ordine) per poi passare all’ufficio facente capo all’avvocato Matteo Fortelli (in via Guido da Castello), infine nello studio dell’avvocatessa Roberta Ugolotti (in via Reverberi, a Montecchio).
Per i quattro avvocati il reato contestato è turbata libertà degli incanti (rischiano fino a 5 anni di reclusione).
IL RITRATTO
Gnoni – già finito anche nell’inchiesta di febbraio scorso che vede coinvolti 18 dirigenti comunali, la maggior parte dei quali tuttora in municipio, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio e falso ideologico – è stato assunto in Comune nel 1982, quando entrò a far parte dell’amministrazione con la qualifica di Istruttore giuridico-amministrativo, passando nel 1985 al ruolo di dirigente del Servizio giuridico-amministrativo, con responsabilità dell’Ufficio Legale comunale. Nel 1986, ha ricoperto anche funzioni provvisorie di dirigente del “Servizio gestione affari del personale”, prima di diventare dal 1987 dirigente del Servizio Legale-Contratti, oggi Servizio Legale.
IL VERBALE
Per quanto riguarda invece i nomi di Paolo Coli, Matteo Fortelli e Roberta Ugolotti, sono contenuti tutti in un verbale di gara dell’agosto 2016, relativo «alla procedura aperta per la ricerca di due avvocati e l’affidamento in due distinti lotti dell’appalto di servizi legali, connessi, anche occasionalmente, all’esercizio di pubblici poteri, avente ad oggetto attività stragiudiziale e giudiziale di gestione dei sinistri passivi del Comune di Reggio Emilia, nonché di supporto al Servizio Legale per le attività di consulenza richieste dalla Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia».
Quattro le offerte pervenute all’epoca, giudicate dalla commissione fra gli altri composta dal dirigente del servizio Appalti, Roberto Montagnani, dalla funzionaria dell’Unità organizzativa complessa Acquisiti, appalti e contratti, Silvia Signorelli e dall’avvocato Paolo Coli.
A spuntarla, secondo il verbale di approvazione provvisoria, sono stati proprio l’avvocato Matteo Fortelli (come primo classificato) e l’avvocato Roberta Ugoletti (come secondo classificata).
Il bando prevedeva per un periodo di 12 mesi, per l’intera durata di ciascun lotto, un corrispettivo di 30mila euro in dodici rate mensili. —
Tiziano Soresina
Evaristo Sparvieri
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