Disputa politica subito dopo il blitz Vecchi: «Fiducia negli inquirenti»
I 5 stelle: «Bisogna convocare subito il consiglio comunale» Rubertelli: «Basta vacanze». Vinci (Lega): «Chi sa parli»
REGGIO EMILIA. Un altro terremoto giudiziario squassa la pace in municipio a pochi mesi dallo scoppio dell’altra inchiesta di febbraio, che vedeva gran parte dei dirigenti comunali indagati. «Seguiamo con l’attenzione dovuta l’evolversi delle indagini su presunte irregolarità in alcuni appalti riconducibili al Comune di Reggio Emilia. Siamo fiduciosi nell’operato delle autorità inquirenti, a cui confermiamo la piena collaborazione, nella certezza che si farà chiarezza sui fatti oggetto degli accertamenti in corso».
A dirlo, ieri pomeriggio, è stato il sindaco Luca Vecchi, appena rieletto per il secondo mandato a Reggio Emilia, fuori città perché in vacanza in questi giorni. «Al momento riteniamo di non aggiungere altro – conclude il sindaco – sia per il rispetto del lavoro di indagine, sia perché nulla si sa di più riguardo alle verifiche rese note quest’oggi».
Ma a dare fuoco alle polveri, ieri, sono stati gli esponenti locali del Movimento 5 stelle Rossella Ognibene, Paola Soragni e la neo deputata in Europa, Sabrina Pignedoli, che invocano la convocazione immediata del nuovo consiglio comunale: «Una sola parola per la città: trasparenza, massima trasparenza. Il sindaco Vecchi e tutto l’apparato comunale facciano immediata chiarezza nei confronti di Reggio. L’indagine della guardia di finanza, che ha indagato 15 persone per appalti, servizi e nomine parla di gravissime ipotesi di reato che vanno da corruzione, turbata libertà d’ incanto, falsità ideologica del pubblico ufficiale, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio. Le perquisizioni della procura si sono svolte non solo nel municipio ma anche nelle sedi di società e in uffici e abitazioni di professionisti ed indagati. Il sindaco faccia chiarezza pubblica immediatamente ed esigiamo che venga quanto prima convocato il consiglio comunale di Reggio Emilia. Il primo atto che depositeremo sarà una interpellanza per comprendere quanto accaduto. La chiarezza deve precedere i vari incontri per la assegnazione di assessorati tra Pd e le liste alleate, perché la città non può attendere fino ai primi di luglio per l’insediamento del nuovo Consiglio».
A rincarare la dose è Gianluca Vinci, deputato e coordinatore della Lega Emilia: «Forse è ancora presto per trarre delle conclusioni ma per il buon nome dell’intero Comune occorre che qualche amministratore, anche se non indagato e nel rispetto del segreto istruttorio, rompa il silenzio e le solite inutili frasi di circostanza e chiarisca cosa è successo in questi precisi appalti ora resi noti».
Per Vinci l’attività di indagine «è stata imponente e segue di soli pochi mesi un’altra indagine su 18 persone, tra le quali dirigenti del Comune di Reggio che si erano avvalsi della facoltà di non rispondere proclamando la propria innocenza».
Si fanno sentire anche le altre minoranze in consiglio comunale, che a breve prenderanno posto in Sala del Tricolore. «Non è tempo di vacanza – dice Cinzia Rubertelli rivolta al sindaco Vecchi – occorre quanto prima fare chiarezza nelle sedi competenti – consiglio comunale e commissione – circa quanto sta emergendo dall’indagine in corso. Le Fiamme gialle parlano di “rilevanti appalti del Comune di Reggio Emilia”. Il tema della trasparenza è stato il filo conduttore della campagna elettorale di Alleanza Civica. Sono anni che chiediamo maggiore trasparenza su incarichi e appalti a sindaco e giunta; sono anni che chiediamo che le governance delle partecipate vengano ampliate e vengano inseriti, a titolo gratuito, rappresentanti scelti dalle opposizioni. Questo a garanzia della qualità dei servizi e, soprattutto, a controllo della correttezza delle procedure».
«Siamo come sempre garantisti, ma di fronte alle perquisizioni della guardia di finanza in municipio e di fronte ai 15 indagati occorre che l’amministrazione intervenga da subito con parole chiare per informare i reggiani di quanto sta accadendo», afferma invece il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli a proposito dell’inchiesta della procura di Reggio Emilia. E ancora: «Le accuse tracciano uno scenario inquietante sulla realtà del Comune governato dal Pd che ha appena vinto il ballottaggio», continua Galli.
«Le incrostazioni di 70 anni di governi di sinistra saranno difficili da sciogliere in tutte le realtà della regione che stanno passando una dopo l’altra al centrodestra. Auguri quindi ad Alan Fabbri, Francesco Menani, Michele Goldoni, Alberto Greco e ai tanti sindaci di centrodestra» che «in tutta la regione hanno strappato per la prima volta le amministrazioni al Pd». —
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