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Richiedenti asilo Deserto anche il secondo bando

Am.P.
Richiedenti asilo Deserto anche il secondo bando

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reggio emilia. Seconda fumata nera per il bando sull’accoglienza dei richiedenti asilo. Ieri sono andate deserte le due procedure di manifestazione d’interesse (gare gemelle, la prima per 1.400 posti nelle abitazioni e la seconda per 200 posti nelle strutture alberghiere) emesse dalla Prefettura di Reggio Emilia per individuare gli operatori economici ai quali affidare, per 150 giorni, i servizi di accoglienza. Stessa sorte ha avuto il primo bando, scaduto il 4 aprile scorso senza che nessuno si sia fatto avanti.

Un esito annunciato, visto che le coop sociali reggiane che in questi anni hanno gestito l’accoglienza di circa tremila migranti (La Dimora D’Abramo e L’ovile come capofila, il Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Coress-Il Piccolo Principe, La Vigna, Madre Teresa), insieme a Ceis e alla coop Ballarò, avevano annunciato l’intenzione di disertare la gara, dopo la stretta del Ministero dell’Interno che ha tagliato i contributi per ciascun migrante da 35 euro al giorno all’incirca a 20 euro.

Ribassi ritenuti «impossibili» dalle coop nostrane, che hanno disertato in massa le gare europee. Sulla questione scottante e, a questo punto, urgente sono intervenuti i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno sottolineato i posti di lavoro a rischio per coordinatori e mediatori sociali, e perfino il vescovo Massimo Camisasca, che ha elogiato l’operato del Ceis.

L’incognita, a questo punto, è cosa succederà il 30 giugno, quando scadrà l’affidamento agli attuali gestori. Anche se la prefettura opterà per un terzo bando, il termine è alle porte: cosa succederà agli attuali 1.400 richiedenti asilo? È possibile una ulteriore proroga agli attuali gestori? Di certo occorrerà trovare una soluzione ponte. «Noi non mettiamo per strada nessuno – ha detto il presidente dell’Ovile, Valerio Maramotti – Restiamo a disposizione della città, ma è la Prefettura che deve pronunciarsi. Attendiamo lumi dalla dottoressa Maria Grazia Forte». —

Am.P.

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