Gazzetta di Reggio

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Dirigenti, Vecchi ora è costretto ad accelerare il cambio ai vertici

Evaristo Sparvieri
Dirigenti, Vecchi ora è costretto ad accelerare il cambio ai vertici

Il sindaco pronto a riorganizzare la macchina comunale «Fiducia nelle indagini. Sassi e Tutino? Sapranno chiarire»

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REGGIO EMILIA «Storicamente non c’è un problema di legalità in Comune». E ancora: «Troppo potere ad alcuni dirigenti? Lo escludo. Abbiamo già strumenti che prevedono periodicamente attività di rotazione per i vertici apicali e quadri intermedi. Ma il criterio principale della riorganizzazione sarà in funzione degli obiettivi di mandato». E infine: «Sassi e Tutino? Io ho fiducia. Non ho dubbi che sapranno chiarire». Prova a non farsi travolgere dalla bufera il sindaco, Luca Vecchi, che appena deposto il calice della vittoria al ballottaggio si trova nella burrasca innescata dal blitz della Finanza in municipio.

Sindaco, le indagini sembrano smantellare il cosiddetto sistema Reggio. Le aziende vincitrici dei bandi sono tutte reggiane...

«La prima considerazione che vorrei fare è che naturalmente noi in queste ore abbiamo seguito in ogni minuto l’evolversi della vicenda. Abbiamo grande fiducia negli organi inquirenti e diamo massima disponibilità a collaborare per chiarire tutto ciò che c’è da chiarire. Aggiungo per sensibilità istituzionale che ritengo apprezzabile che le evidenze delle indagini siano uscite all’indomani di un percorso elettorale durato molti mesi in questa città. Nello stesso tempo ho anche molta fiducia nel fatto che i dirigenti coinvolti e le situazioni oggetto di indagine saranno chiarite. Siamo un’amministrazione che lavora con serietà e correttezza pur nelle difficoltà quotidiane. Personalmente ho uno spirito garantista, sono una persona che non trae conclusioni anticipate se non ha avuto modo di approfondire. E non mi sembra il caso di commentare indagini su cui non ho elementi in mano. In ogni caso, non esiste un sistema Reggio. Le gare sono gare. E la politica non si occupa di gare. A me non interessa se vince un’azienda di Reggio o, come accaduto tante volte, non di Reggio. A me interessa che l’azienda vincitrice sia in grado di mantenere gli impegni presi nel bando. Potrei fare tanti esempi di aziende reggiane che non hanno vinto».

Le indagini sono arrivate nel cuore della ex giunta. E fra gli indagati ci sono Sassi e Tutino, due persone a lei vicinissime, anche se non riconfermate.

«Da un lato conosco Mirko e Matteo molto bene, dall’altro lato allo stato attuale non conosco i rilievi che gli verranno eventualmente contestati. Sono persone serie e corrette con un grande senso delle istituzioni e grande propensione alla correttezza amministrativa. La mia non è una dichiarazione di circostanza, non è un atto di sensibilità umana, ma qualcosa di cui sono convinto. Ho visto queste persone all’opera e non ho dubbi che sapranno chiarire».

Si pone però un problema politico per la nuova giunta. Le indagini influenzeranno le scelte?

«Tecnicamente siamo in una fase di transizione fra amministrazione uscente ed entrante. Le prossime settimane c’è l’esigenza di confrontarci con temi e procedure per legge che consentano la fine della transizione e l’avvio della nuova amministrazione. La nuova giunta sarà la coerente conseguenza del percorso fatto con la città negli ultimi 12 mesi, con gli obiettivi programmatici che abbiamo condiviso e che sono stati legittimati dal voto. Non perdiamo di vista la politica. Naturalmente tra i nostri obiettivi c’è anche quello di riorganizzare la macchina comunale per metterla nella condizione di attuare al meglio le linee di mandato. La riorganizzazione durerà mesi e culminerà anche nella nomina dei dirigenti apicali, nell’ambito di un percorso di selezione pubblica. Noi siamo un’amministrazione che ha lavorato bene, sappiamo che dobbiamo migliorare e dove dobbiamo migliorare. E miglioreremo. Conosciamo i nostri punti di forza e di debolezza».

Non crede che ci sia un problema di legalità? È la seconda indagine dopo quella di febbraio che coinvolge 18 dirigenti.

«Allo stato dell’arte posso dire senza timore di essere smentito che storicamente non c’è un problema di legalità, pur nella consapevolezza, lo dico quasi in modo disarmante e in assoluta sincerità, che oggi fare i sindaci con grande rigore è una cosa molto complicata. Io per rispetto alle attività di entrambe le indagini non ho elementi per fare valutazioni che modifichino il giudizio storico. Quando le indagini andranno a compimento trarremo le conseguenze. Ma il mio pensiero rimane comunque legato a un giudizio storico di efficace e efficiente funzionamento di una macchina amministrativa composta da 1.500 dipendenti e una ventine di partecipate con più o meno altrettanti lavoratori. E con una capacità di produrre servizi e progetti in ogni ambito della città. Le indagini vanno rispettate, ma la storia è di qualità e di efficienza».

Non crede che ciò che è successo sia il risultato di dirigenti inamovibili diventati anche troppo potenti?

«Noi siamo un’amministrazione che nei cinque anni che ci sono alle spalle ha sviluppato un’intensa attività di rotazione. La nomina dei dirigenti, poi, non è come quella degli assessori, che li sceglie il sindaco a sua discrezione. La nomina dei dirigenti è il punto di arrivo di una riorganizzazione del Comune in funzione delle priorità e degli obiettivi di mandato. Le priorità segnano le posizioni apicali, bandendo selezioni pubbliche. Sono percorsi che durano dei mesi».

Lei è ancora in ferie. Le opposizioni giustamente chiedono chiarezza subito, sin dal primo consiglio. C’è anche chi sostiene si debba tornare al voto. Non crede sia il caso di rientrare a Reggio?

«La campagna elettorale è finita. Le elezioni ci sono state. Ora c’è una transizione da completare, ancorata a tempi di legge. La proclamazione ci sarà la prossima settimana, da lì in un arco di tempo breve la nuova giunta e poi convocheremo il primo consiglio comunale, dove prima di parlare di politica e anche di questa vicenda, bisogna espletare passaggi come ad esempio la presidenza del consiglio e il dibattito sulle linee di mandato. Un sindaco, però, non va mai in ferie. E quando succede un’emergenza qualsiasi sindaco è connesso H24 con l’emergenza. Non ho ancora cominciato a riposarmi, ma di certo nel ruolo che ricopro penso di non avere il diritto di lamentarmi». —


 

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