Gazzetta di Reggio

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la scuola reggiana 

Esame di maturità, ci provano in 3.746 Il 40% dei candidati frequenta un liceo

Luciano Salsi

Lunedì l’insediamento delle commissioni, mercoledì si comincia con il tema. La seconda prova verterà su due materie

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C’è molta attesa, nelle scuole superiori, per verificare le novità degli esami di Stato, che avranno inizio lunedì con l'insediamento delle commissioni esaminatrici e proseguiranno mercoledì con la prima prova scritta. Il ministero dell’Istruzione, guidato dal leghista Marco Bussetti, ne ha deciso una semplificazione, che dovrebbe alleggerire il carico degli studenti soprattutto grazie all’abolizione della temutissima terza prova scritta multidisciplinare. I professori ne hanno tenuto conto nel preparare le classi e nel predisporre le simulazioni delle prove d'esame. Tuttavia sono da mettere in conto le sorprese, anche spiacevoli, dovute alle incognite e alle difficoltà del rodaggio.

le commissioni

Le 93 commissioni incaricate di esaminare i 3.746 candidati alla maturità della nostra provincia si insedieranno lunedì alle 8.30 nei singoli istituti. Ognuna di esse è formata da tre commissari esterni più tre interni per ciascuna delle due classi su cui opera la commissione, oltre al presidente. Nella riunione saranno esaminate le relazioni dei docenti incluse nel documento del consiglio di classe e sarà compilato il calendario delle operazioni. Il giorno dopo potrebbe esserci una nuova convocazione per preparare le buste da sorteggiare per l’avvio del colloquio. Mercoledì alle 8 gli esaminandi prenderanno posto nei locali (aule, corridoi, palestre) predisposti per le prove scritte.

i candidati

Sono 3.606 studenti di quinta delle scuole statali più 73 esterni (privatisti) e 64 iscritti alle scuole paritarie con tre esterni. Il totale (3.746) è ripartito fra i tre ordini scolastici con una maggiore uniformità rispetto alla media regionale e nazionale. Si contano, infatti, 1.497 candidati, pari al 40%, nei licei, 1.076 (29%) negli istituti professionali e 1.173 (31%) negli istituti tecnici, mentre a livello regionale è schiacciante la predominanza dei licei, che comprendono il 45% degli esaminandi, infima (21%) la componente professionale e un po’ più consistente (34%) la presenza negli istituti tecnici. Rispetto all’anno scorso il numero dei candidati è aumentato di 50 unità. Nel 2018 se ne contavano 3.696, quattro in più rispetto al 2017, mentre nel 2016 ce n’erano 3.530, 164 in meno. La prima prova, lo scritto di italiano, non ha subìto modificazioni profonde. Rimane identica per tutti gli indirizzi scolastici. Fino all’anno scorso prevedeva quattro tracce, di cui la seconda, la B, era suddivisa in quattro ambiti, artistico-letterario, socio-economico, storico-politico e tecnico-scientifico. La terza traccia, consistente nel classico tema di storia, è stata soppressa.

Ne rimangono tre. La tipologia A prevede la possibilità di scegliere fra due diversi testi letterari dall’Unità d’Italia ad oggi da analizzare e commentare. La B (analisi e produzione di un testo argomentativo) è suddivisa in tre diverse tracce. La C (riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) ne comprende due. In ogni caso non saranno proposti semplici titoli, ma ampi documenti compiuti su cui riflettere.

La seconda prova scritta, che sarà sostenuta giovedì, rimane differenziata per i singoli indirizzi e riserva per i candidati una difficoltà in più. Verterà, infatti, su due discipline anziché su una sola: matematica e fisica per gli indirizzi scientifici, due lingue straniere per i linguistici e così via. È cambiata anche la prova orale. Il colloquio non avrà più inizio da un argomento scelto dallo studente, ma da materiali interdisciplinari predisposti dalla commissione e contenuti in buste chiuse pari al numero dei candidati più due. Prima della prova il candidato ne estrarrà a sorte una su tre. Dovrà rispondere sulle singole materie, su argomenti di “cittadinanza e Costituzione” e sulla revisione degli elaborati. Ci sono novità anche per la valutazione. Per il credito scolastico è previsto un massimo di 40 punti anziché 25, per ogni prova scritta di 20 punti al posto di 15, per l’orale di 20 punti anzichè 30. Il punteggio finale rimane espresso in centesimi. —



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