Gazzetta di Reggio

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Gli indagati si preparano alla difesa per dimostrare la loro correttezza

Evaristo Sparvieri Tiziano Soresina
Gli indagati si preparano alla difesa per dimostrare la loro correttezza

Sono quindici le persone raggiunte da avvisi di garanzia per le perquisizioni alla ricerca di documenti su bandi e affidamenti

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Cominciano a prepararsi alla difesa le quindici persone indagate nell’ambito dei sette procedimenti che hanno dato vita alla maxi-operazione della Finanza, che ha passato al setaccio gli uffici comunali, tre studi legali e le abitazioni di quanti sono stati raggiunti da avvisi di garanzia. E se l’ex assessore Mirko Tutino ha già fatto sapere di sentirsi tranquillo, dal momento che «le gare sono sempre state fatte correttamente», per quanto riguarda il bando della sosta finito nel mirino della Finanza è l’avvocato Ernesto D’Andrea a prendere le difese di Alessandro Meggiato, ex dirigente del settore Mobilità, ora in Regione: «È sereno e consapevole di aver lavorato sempre al di sopra delle parti, nella massima trasparenza. Perché avrebbe dovuto favorire tizio o caio quando a lui non viene e in tasca un bel niente? Ha seguito le normative e le leggi, facendo un bando a regola d’arte nel rispetto delle norme. Lo dimostreremo davanti all’autorità giudiziaria verso la quale abbiamo la massima fiducia». Sempre per il bando sosta, ieri in Procura c’era Francesca Preite per il Consorzio Tea di Til, azienda finita sotto perquisizione: «Il consorzio ha collaborato pienamente nel mettere a disposizione della Finanza i documenti richiesti. Non ci sono assolutamente indagati fra vertici o dipendenti del Consorzio o di Til», ha spiegato.

Gli avvisi

I quindici indagati sono stati raggiunti da altrettanti avvisi di garanzia per turbativa d’asta. E nei decreti di perquisizione non ci sarebbe traccia delle altre ipotesi di reato diffuse dalla Finanza, che ha ipotizzato a vario titolo anche falsità ideologica del pubblico ufficiale, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e corruzione. Per i difensori si tratterebbe di un escamotage della Procura per non scoprire troppo gli elementi di prova. Sei gli ambiti finiti sotto la lente della Procura, per presunte irregolarità in bandi e affidamenti.

I bandi

Documenti finiti spesso sulle scrivanie del responsabile del servizio legale del Comune, Santo Gnoni, a lungo intercettato, di Roberto Montagnani (Servizio Appalti) e della responsabile dell’Unità organizzativa complessa Acquisiti, appalti e contratti Silvia Signorelli. I tre dirigenti sono difesi dall’avvocato Liborio Cataliotti: «Abbiamo iniziato a guardare tutta la documentazione amministrativa dei vari bandi, e oggettivamente a una prima lettura sembra tutto regolarissimo sia dal punto di vista formale che sostanziale. In alcuni casi, si parla di valutazioni positive verso l’operato espresso già dalla giustizia amministrativa, fino al Consiglio di stato. La prima impressione è di una regolarità dei bandi, non avendo le intercettazioni che avvallerebbero le ipotesi di accusa contraria, non mi sento in grado di esprimere ulteriori valutazioni. Tutti e tre i miei assistiti sono tranquilli e convinti della legittimità del loro operato».

Senza telefoni

A molti indagati sono stati sequestrati i cellulari, rendendo impossibile raggiungerli telefonicamente per consentire loro di fornire la propria versione. E quanto successo a Raffaele Leoni, presidente Asp-Città delle Persone, a seguito della perquisizione per far luce sulla nomina del 2016 di Maria Teresa Guarnieri al ruolo di direttore. Difeso dall’avvocato Alessandro Nizzoli, Leoni si dice fiducioso: «Non conosco quali elementi possieda la magistratura, ma mi sembra di poter vivere questa vicenda con fiducia nella magistratura. Penso vogliano chiarire questa vicenda, Noi abbiamo agito con la massima trasparenza». Leoni sostiene di aver seguito tutte le normative previste a livello regionale e statutario, con una procedura di selezione supportata anche da una commissione di esperti. Un percorso di concerto con il resto del cda: «Ho fiducia che tutto si possa chiarire, intanto l’azienda continua a operare con tranquillità». Per lo stesso caso mostra prudenza l’avvocato Vainer Burani («Sto pensando al riesame del sequestro avvenuto»), che assiste Matteo Sassi – ex vicesindaco ed ex assessore al welfare – al centro pure lui di una perquisizione sulla base della turbata libertà degli incanti. Gli inquirenti si riferiscono alla nomina del direttore dell’azienda pubblica di servizi alla persona (la citata Guarnieri) ma rimarcando che non è chiaro se questa nomina sia stato il frutto di un regolare iter amministrativo oppure di pressioni esterne favorevoli o contrarie. La Gazzetta ieri ha cercato di contattare senza esito nei loro studi anche gli avvocati Matteo Fortelli e Roberta Ugoletti. Proprio i loro studi – al pari di quello dell’avvocato Paolo Coli – sono stati perquisiti nell’ambito dell’indagine su un affidamento per la ricerca di due avvocati, finito sotto la lente della Finanza. Pronti a difendersi anche gli altri indagati, fra i quali ci sarebbero anche Paola Cagliari dell’Istituzione Nidi e scuola Infanzia (per il bando del Nido Maramotti) e Ermes Torreggiani, dirigente del servizio Ingegneria e Manutenzioni. —





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