«L’inchiesta è complessa richiede tempi adeguati»
Il procuratore Mescolini lascia intendere che gli accertamenti non saranno brevi «L’accusa di corruzione? Le risposte non tarderanno, provarla non è difficile»
Senza sbilanciarsi troppo, il procuratore capo Marco Mescolini entra nella delicata inchiesta che sta facendo tremare il Comune, incontrando i giornalisti nella nuova sala predisposta in Procura per gli incontri-stampa.
Dottore, da dove parte questa delicata inchiesta?
«Non è nata da un esposto, ma da una valutazione della polizia giudiziaria».
Da quanto filtra, appare notevole la quantità di materiali sequestrati: la macchina dell’amministrazione comunale rischia di uscirne travolta?
«No. Abbiamo fatto tutto nel rispetto dell’operatività del Comune, quindi l’attività amministrativa continua regolarmente, laddove mancasse qualche elemento, sarà ottenibile copia conforme in tempi rapidi. Dal punto di vista dimensionale, è vero che è stata sequestrata un’ingente quantità di documenti di cui da subito è iniziato il lavoro di catalogazione e fotocopiatura in modo tale da restituire in un tempo immediato i beni che abbiano un valore cartolare».
Si sono visti in campo quattro sostituti procuratori e diversi consulenti tecnici: un pool necessario?
«Sì, a partire dai quattro pubblici ministeri, perché il giudice ha autorizzato con un provvedimento assai motivato la perquisizione di quattro legali presso il loro ufficio, che deve essere eseguita personalmente dall’autorità giudiziaria. I consulenti tecnici ingaggiati? Vi sono esperienze recenti anche di altri processi svolti in questo territorio che hanno fatto comprendere come l’attivazione di professionalità tecniche, sia nel campo informatico che in quello strettamente dell’esecuzione degli appalti, sia l’elemento che unicamente può consentire di dare una risposta definitiva».
Quattro giorni dopo il ballottaggio, da cui è uscito rieletto Luca Vecchi, è arrivato il blitz: un tema su cui avete riflettuto?
«Ovviamente ci abbiamo riflettuto. Io penso che per alcuni aspetti la campagna elettorale ha avuto un momento in cui il silenzio di questo ufficio ha dato un contributo all’equilibrio della competizione, questo per me è un valore. Fuori dall’esecuzione di misure assolutamente urgenti come quelle cautelari, tutto il resto deve tenere conto delle circostanze ambientali. Poi non c’è mai un momento giusto, ma anche i procedimenti hanno un termine massimo. Abbiamo cercato di rispettare quello che stava avvenendo sia prima (l’allusione è all’indagine di febbraio con 18 dirigenti indagati, ndr), sia dopo le elezioni, agendo non subito ma non troppo dopo».
Che tempi vi siete dati per portare a compimento questa delicata inchiesta?
«Indagini come queste non cercano mai la pistola fumante, ma elementi assai complessi che devono essere messi insieme con la pazienza, l’umiltà e la tecnica di chi lo sa fare. Le imputazioni che noi abbiamo ipotizzato possono essere elementi emersi da talune modalità di indagine ma che giovedì abbiamo dovuto ricercare nell’elemento fondante, che è quello cartolare. Solo dopo un esame di questa documentazione si potrà avere una risposta. Si inizia e si finisce con i tempi oggettivamente necessari per coltivare in maniera seria e garantita un procedimento come in questo caso molto delicato».
A chi viene contestata la corruzione?
«Le risposte definitive non tarderanno, del resto è un reato non difficile dal punto di vista probatorio». —
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