Remo Melli morto lo stesso giorno del figlio, 13 anni dopo «Ora si sono riuniti»
Insieme alla madre Gentilia iniziò l’attività di panificazione Era il 1968, poi la diversificazione delle attività con i fratelli
REGGIO EMILIA «Mio marito è morto nello stesso giorno (il 12 giugno) e alla stessa ora (poco prima delle 15) del figlio Andrea, scomparso nel 2006, tredici anni fa. Il legame tra padre e figlio non si è mai spezzato. Erano entrambi credenti e voglio pensare che, da qualche parte, si siano riuniti».
Così Angela Messori ha ricordato il marito Remo Melli, 71 anni, della storica famiglia di artigiani del pane punto di riferimento del centro storico.
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Il funerale di Remo, spirato per malattia mercoledì scorso nella sua abitazione di via Emilia San Pietro, ha registrato una partecipazione massiccia. Alla cerimonia, svoltasi nella chiasa di San Pietro a due passi da casa e concelebrata da Monsignor Tiziano Ghirelli e da don Franco Messori (fratello della moglie Angela), hanno presenziato numerosi amici, negozianti e dipendenti, che hanno voluto stringersi intorno alla famiglia Melli.
Chiusi per lutto per l’intera giornata tutti i punti vendita del panificio: il negozio storico di piazza San Prospero 5/H, che esibiva il cartello “Chiuso per lutto”, così come via Farini, viale Umberto I, via Cagni e l’ultimo nato, in via Papa Giovanni XXIII, “Da Gentilia”, in onore della madre di Remo.
«Gentilia, insieme al marito Gisberto, è stata il motore di tutto. Ha iniziato lei l’attività insieme a Remo, che era il figlio maggiore». Un’attività avviata nel 1968 e cresciuta diversificandosi (dalla colazione agli aperitivi), oggi gestita dai fratelli: Angelo, Giuliano e Teresa. «I figli Melli sono cresciuti in collegio dai salesiani e senza dubbio educati alla cultura del lavoro. Dalla mamma Remo ha ereditato l’amore per il buon cibo, dal padre la passione per la campagna; diceva sempre che desiderava morire da contadino».
Remo è stato una presenza fissa nel retrobottega da quando era ancora minorenne fino a pochi anni fa: quasi cinquant’anni, passati a impastare e da ultimo a trasmettere agli altri il mestiere. «In pensione da un olttre un decennio, ha continuato a recarsi al forno part-time, per insegnare agli apprendisti».
Il 24 aprile 2013, mentre era in bici, Remo venne travolto da un furgone in via Emilia all’Angelo: le conseguenze si rivelarono più gravi del previsto, Remo finì in Rianimazione, ma dopo una convalescenza durata mesi si riprese. In realtà l’incidente fu solo un anticipo della malattia al polmone che gli è stata diagnosticata due anni fa. «Da allora la difficoltà respiratoria lo ha debilitato».
Una esistenza dedicata alla famiglia e al lavoro. «Nel poco tempo libero amava andare in montagna: in Trentino o nelle Dolomiti».
Remo lascia nel dolore la moglie Angela, il figlio Marco e gli amatissimi nipoti Rebecca, 17 anni, e Lorenzo, 12 anni, in lacrime durante le esequie.
«Molti amici ci hanno chiesto cosa possono fare per ricordarlo – ha concluso Angela – Poiché Remo era molto amico di don Marco Canovi, missionario in Uganda, chiunque lo desidera può versare donazioni alla Onlus “Aiutiamo il mondo di padre Marco”». Le coordinate Iban sono le seguenti: ITTO 96E0809566550000010130020. —
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