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l’udienza 

Due tentate rapine dopo la liberazione. Il finlandese ora starà in carcere

E.L.T.
Due tentate rapine dopo la liberazione. Il finlandese ora starà in carcere

Ieri il giudice ha convalidato l’arresto del 28enne. Resterà dietro le sbarre in attesa di essere processato

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REGGIO EMILIA. Era stato arrestato (e subito liberato) dopo aver palpeggiato il seno a una poliziotta della Polfer. Una vicenda che aveva alzato un vespaio fino a Roma, con l’intervento critico sui social del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ieri Darko Koku Asare Lauri, 28 anni, è finito alla sbarra ma per rispondere in via preliminare di due tentate rapine avvenute in stazione a Reggio, dopo la sua prima liberazione. L’indagato, difeso dall’avvocato Alfonso Boni, ha cercato di spiegare il violento episodio che l’ha visto agire in pieno giorno, armato di una mazza in ferro, con la quale ha scatenato il panico davanti alla stazione. Lauri ha aggredito e minacciato due donne, cercando di ottenere dei soldi. . L’uomo, originario del Ghana ma con passaporto finlandese, in pochi giorni ha lasciato una lunga scia di reati a Reggio Emilia. Le due tentate rapine si sono però concluse con il suo arresto. Ieri il giudice Dario De Luca ha convalidato l’arresto e disposto che l’indagato resti in carcere in attesa di giudizio. Il violento episodio della stazione è avvenuto a nemmeno 24 ore dalla scarcerazione del ragazzo, arrestato sabato scorso per una violenza sessuale aggravata nei confronti di una poliziotta della Polfer e poi rilasciato poiché il magistrato ha ritenuto il fatto «di lieve entità».

Una vicenda che aveva innescato un botta e risposta tra il ministro Salvini e il procuratore capo di Reggio, Marco Mescolini. Dopo aver palpeggiato la poliziotta ed essersi masturbato, una volta rimesso in libertà dal giudice l’uomo è tornato in zona stazione aggredendo due donne, fatto quest’ultimo terminato con l’intervento della polizia.

«Roba da matti», aveva commenta su Twitter Salvini: «Ho scritto al collega ministro della Giustizia per capire se la scelta del tribunale sia stata corretta e mi batterò perché venga cancellata la casistica della “tenuità del fatto”: nessuna tolleranza per chi viene in Italia a vivere da delinquente». Ovviamente, aveva concluso il ministro, «questo signore sarà rispedito a casa».

Ma non si è fatta attendere la replica del procuratore Mescolini: «Mi sono fatto un’idea ben chiara su quanto avvenuto e ho le idee ben chiare, in caso qualcuno mi chiedesse conto, su cosa io debba dire. Non le dirò a voi per rispetto nei confronti di chi annuncia che le vuol sapere», ha premesso il magistrato. Spiegando però: «Ci sono tanti casi all’interno della magistratura in cui, a fronte di episodi di questo genere, si chiede conto. Io posso solo dire che mi sono stra informato sulla vicenda. Sapete che per altri versi e in modo del tutto fortuito questa persona è stata arrestata». Ma «va considerato il problema di chi ha difficoltà che non si traducono in patologia, visto che si è chiesto anche il trattamento obbligatorio sanitario» che i medici hanno ritenuto però non necessario. —

E.L.T.

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