Gazzetta di Reggio

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lA TESTIMONIANZA 

«Identificato poco dopo grazie a una cliente»

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REGGIO EMILIA. «Una nostra cliente ha avuto la calma di prendere la targa della macchina del rapinatore e tramite questo i carabinieri sono riusciti quindi a risalire al mezzo». Pierpaolo Schiavina è al lavoro nella farmacia di Villa Cella e tra un cliente e l’altro racconta le fasi della rapina che, il giorno prima, ha visto quale vittima una sua collega. «C’era lei, io ero altrove. Avevamo aperto da poco quando è entrato questo rapinatore. A inizio giornata, verso le 8.40. È entrato con un’arma puntata, il viso parzialmente coperto. È entrato deciso, ha puntato verso la cassa e chiesto i soldi. La mia collega non ha opposto resistenza, gli ha dato quello che c’era. Poi lui è uscito e la cosa si è conclusa lì».

Un canovaccio, quindi, secondo quanto raccontato dal farmacista. Del resto l’uomo non era nuovo alle rapine. Era infatti sottoposto all’obbligo di firma quotidiano nel Casertano, ma aveva avuto l’autorizzazione a recarsi a Bologna per garantirsi la difesa al processo d’Appello, per una rapina in abitazione commessa nel febbraio dell’anno scorso a Reggio Emilia. Prima di andarci, però, ha messo a segno un’altra rapina nella farmacia sulla via Emilia.

«Ha rubato quello che c’era in cassa: essendo inizio giornata, non ha portato via una grossa cifra – spiega il farmacista – C’era il fondocassa, qualche banconota. L’arma era una pistola, un revolver, e lui è entrato puntandola direttamente al viso della collega. Quindi con modi molto decisi, senza esitazioni, ha chiesto i soldi. Non ha detto niente, la cosa è stata molto rapida e veloce. Era un extracomunitario, poi rivelatosi essere un tunisino. Alla fine lo hanno preso». —

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