Morlini attaccato da Unicost «Un tradimento istituzionale»
La corrente centrista punta il dito anche sugli ex esponenti Palamara e Spina «Pubbliche scuse agli altri magistrati per il coinvolgimento di nostre toghe»
REGGIO EMILIA. Nel tutti contro tutti esploso da quando soffia forte il vento dello scandalo al Consiglio superiore della magistratura (Csm), è arrivata ieri la dura presa di posizione di Unità per la Costituzione (Unicost) – corrente centrista – nei confronti di tre suoi esponenti, cioè Luca Palamara e i due ex consiglieri Luigi Spina e il reggiano 50enne Gianluigi Morini, anche se quest’ultimo dopo essersi autosospeso aveva poi abbandonato (il 10 giugno) il gruppo moderato.
IL DOCUMENTO
Ma nel documento con il quale la corrente centrista delle toghe ha – ieri mattina – concluso l’assemblea degli iscritti in Cassazione, non si fanno sconti: «Unicost ritiene che il coinvolgimento di magistrati di Unità per la Costituzione nelle vicende di queste settimane – si legge – imponga pubbliche scuse a tutti i magistrati italiani, associati e no, e in particolare a tutti i giovani magistrati italiani e intende avviare un percorso di rifondazione del gruppo. Gli accadimenti delle ultime settimane costituiscono un tradimento istituzionale e un tradimento dei principi del non collateralismo e del pluralismo, valori fondanti di Unità per la Costituzione».
Dal mea culpa a chi ha fatto argine: «Un grato riconoscimento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, custode del governo autonomo della magistratura, e ai consiglieri, laici e togati, fedeli al dettato costituzionale». Si passa poi ai propositi per cambiare le cose: «Riteniamo che al centro del dibattito associativo, interno al gruppo e all’Anm, vada posta la questione morale quale doverosa riflessione centrale che richiederà comportamenti e decisioni rigorose, coerenti e concrete».
La questione morale, prosegue Unicost, «attraversa il Paese e anche la magistratura italiana, ma quest’ultima, depositaria di un terribile potere è consapevole che la sua legittimazione, oltre ad essere scritta nella Costituzione, trova fondamento nella professionalità e nella credibilità davanti ai cittadini italiani».
URGE RIFORMA
Viene infine ribadita «la necessità di una riforma elettorale dei componenti togati del Csm e si oppone ad ipotesi incostituzionali di selezione dei candidati tramite sorteggio, estraneo ad ogni razionalità democratica».
All’assemblea degli iscritti di Unicost vi è stata la relazione introduttiva del presidente Mariano Sciacca e quella del segretario Enrico Infante.
Il gruppo moderato delle toghe ha indetto per il 7 e l’8 settembre prossimi l’assemblea nazionale «per interrogarci sulle ragioni profonde di quanto è accaduto, su quali pratiche lo abbiano reso possibile, sulle riforme statutarie e ordinamentali, sulle incompatibilità fra Anm e Csm, sulla questione morale e sul carrierismo in magistratura». —
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