Gazzetta di Reggio

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l’ex vicesindaco si difende 

«Nessuna pressione sulla nomina dell’Asp»

Evaristo Sparvieri
«Nessuna pressione sulla nomina dell’Asp»

Sassi sul caso Guarnieri: «Mai utilizzato il ruolo politico per fini personali»

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«Non ho mai utilizzato il mio ruolo politico e amministrativo a fini personali; ne è riprova il fatto che tra pochi giorni tornerò al mio lavoro di dieci anni fa con la medesima qualifica di semplice impiegato». E ancora: «Esprimo piena fiducia e rispetto nei confronti dell’operato della magistratura e della sua autonomia. Mi rendo disponibile fin d’ora a collaborare in ogni sede affinché sia fatta piena luce sul mio operato e auspico che ciò avvenga nei tempi più certi possibili». E infine: «Le mie frequentazioni, i miei redditi così come tutta la mia vita sono stati per dieci anni sotto gli occhi di centinaia di persone. Ringrazio tutti coloro che mi hanno attestato la loro vicinanza e il loro dispiacere per quanto mi sta accadendo. Soprattutto per non tradire questa fiducia mi batterò affinché si faccia piena luce ed emerga la verità delle cose».

Dopo il presidente dell’Asp, Raffaele Leoni, che ha espresso massima fiducia nella magistratura, anche l’ex vicesindaco ed ex assessore al Welfare, Matteo Sassi, interviene sulla nomina nel 2016 di Maria Teresa Guarnieri a direttore dell’Asp-Città delle Persone: una nomina per la quale sia Leoni sia lo stesso Sassi risultano indagati, entrambi raggiunti da un avviso di garanzia per turbata libertà degli incanti e da un decreto di perquisizione al termine della quale – così come a Leoni – anche all’ex vicesindaco sono stati sequestrati dalla guardia di finanza il cellulare e un computer.

L’accusa

Secondo la ricostruzione della Procura, in una delle intercettazioni contenute nell’inchiesta sarebbe emerso che Sassi avrebbe commesso presunte interferenze durante il lungo e tortuoso percorso che portò alla nomina di Guarnieri, ex assessore a Parma nella giunta di Elvio Ubaldi, nel 2015 consigliera comunale nella città ducale della lista civica Altra Politica. Per gli inquirenti, non è chiaro se questa nomina sia stata il frutto di un regolare iter amministrativo oppure di pressioni esterne, favorevoli o contrarie. Pressioni che Sassi, difeso dal suo legale Vainer Burani, nega con convinzione.

L’ITER

La delibera di nomina risale al 16 giugno 2016. È uno dei primi atti del cda dell’Asp Città delle persone, nata l’11 gennaio precedente dalla fusione di Osea (Opere di Servizi Educativi Assistenziali) e Asp Rete-Reggio Emilia Terza Età. Il nome di Guarnieri, tuttavia, circolava già prima della fusione. E non erano mancate polemiche: prima di Reggio Emilia, come direttrice dell’Asp di Fidenza aveva infatti subito dure contestazioni per le modalità della sua nomina e per presunte irregolarità nella chiusura dei bilanci, a proposito delle quali il movimento parmense dei “Nuovi consumatori” aveva presentato anche un esposto alla magistratura. E nel 2015, quando era ormai a un passo dalla nomina, il cda di Rete revocò la procedura per la selezione, parlando di ulteriori valutazioni dovute anche all’accelerazione del processo di fusione con Osea. Nel 2016, infine, la delibera che dà il via alla nomina, firmata dal cda della nuova Asp, composto dal presidente Leoni, dalla vicepresidente Daniela Casi e dalla consigliera Giuseppina Parisi.

la COMMISSIONE

Un percorso che per il presidente dell’Asp Leoni, è stato condotto «con la massima trasparenza», nel rispetto delle normative regionali e statutarie e con il contributo di una commissione esterna. Secondo la delibera del cda, la commissione era composta da Santo Gnoni, dirigente del servizio legale del Comune (a sua volta indagato e intercettato durante l’inchiesta), da Anna Messina (segretaria del Comune di Carpi) e da Valeria Sborlino, esperta della società di consulenza B&P. A livello preliminare, quaranta erano stati i curricula arrivati nell’ambito della procedura pubblica di selezione, diventati sei nel momento del colloquio e scesi infine a quattro in fase di istruttoria comparativa: Valter Galante, Enrico Giovanardi, Luigi Lezzi e Maria Teresa Guarnieri. Il colloquio individuale dei quattro candidati davanti al cda avvenne il 12 maggio 2016. Il successivo 31 maggio, invece, in una seduta in parte riservata è avvenuta la valutazione, con la scelta caduta sulla Guarnieri, nominata fino all’11 gennaio 2021 o fino alla scadenza del cda, dopo un periodo di prova di 12 mesi, con una retribuzione di posizione pari a 42mila euro e una di risultati fino a 10.500 euro. Una nomina che secondo gli inquirenti non sarebbe stata gradita dall’ex vicesindaco, che nega tuttavia di aver messo in atto qualunque pressione indebita, rivendicando di aver operato correttamente sotto ogni aspetto e sempre nel rispetto dell’autonomia dell’Asp: «Sono in attesa di acquisire più elementi per capire quale sia la natura e la fondatezza della contestazione nei miei confronti – afferma Sassi – Apprendo che secondo gli inquirenti avrei turbato un concorso pubblico indetto da Asp di Reggio Emilia per assumere a tempo determinato un direttore nell’anno 2016. Come è giusto che fosse, l’autonomia dell’Asp sotto il profilo procedurale e amministrativo non è stata lesa, tanto è vero che il direttore in questione è tuttora in carica. Dal 2016 ad oggi ho collaborato con il direttore dell’Asp in modo leale e fattivo e le esprimo pubblicamente la mia solidarietà perché immagino che il suo stato d’animo non sia lieve. Ho dunque sempre operato nel rispetto delle norme e mi sono ispirato ai principi di legalità e trasparenza nell’arco della mia carriera amministrativa». —



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