Dal ballottaggio alla nuova indagine La settimana che ha travolto Reggio
Domenica notte la festa in piazza per la vittoria elettorale Quattro giorni dopo le perquisizioni in municipio e non solo
REGGIO EMILIA. Il sindaco, Luca Vecchi, da quello che doveva essere il suo buen ritiro dopo il successo elettorale, l’ha definita in maniera tecnica per quello che in effetti è: una fase di transizione, prevista per legge per consentire il passaggio di consegne fra amministrazione uscente ed entrante.
Tempi tecnici, di fatto tranciati in due dal blitz della Finanza in municipio, a segnare il vero spartiacque fra il pre e il post elezioni, per la prima volta in 74 anni di storia del Comune concluse con lo storico ballottaggio di domenica scorsa, quando il sindaco uscente Luca Vecchi è stato rieletto per il secondo mandato con 38.075 voti, pari al 63,31%, contro il suo sfidante, Roberto Salati, fermo al 36,69% (pari a 2.2061 voti).
Luna di fiele
È questo il primo atto di una settimana di fuoco, proseguita con i festeggiamenti notturni in piazza Prampolini culminati il successivo martedì ai Chiostri di San Pietro: una luna di miele durata appena altri due giorni, fino a giovedì mattina, quando il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza ha dato il via alla maxi-operazione, conducendo perquisizioni a raffica in Comune, in tre studi legali, nelle case di indagati e in alcune società reggiane, come Til, Asp Città delle Persone e autofficina Corradini: quindici le persone raggiunte da avvisi di garanzia, fra i quali gli ex assessori, Matteo Sassi e Mirko Tutino, il presidente dell’Asp Città delle persone, Raffaele Leoni, e una pattuglia di dirigenti comunali composta da Santo Gnoni, dirigente del Servizio legale, Roberto Montagnani del Servizio Appalti, la responsabile dell’Unità organizzativa complessa Acquisiti, appalti e contratti, Silvia Signorelli, Paola Cagliari, dirigente del Servizio Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Ermes Torreggiani, dirigente del servizio Ingegneria e manutenzioni, Alessandro Meggiato, ex dirigente del settore Mobilità, ora in Regione.
Perquisiti gli studi legali degli avvocati Paolo Coli, Matteo Fortelli e Roberta Ugoletti.
LE PERQUISIZIONI
Nei decreti di perquisizione compare come ipotesi di reato solo la turbativa d’asta. Ma, a vario titolo, dalla Finanza stanno facendo accertamenti anche in relazione a falsità ideologica del pubblico ufficiale, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e corruzione. Nel mirino della Finanza finiscono alcuni dei più importanti appalti degli anni 2015-2017.
In particolare le indagini vogliono far luce sulla nomina del direttore dell’Azienda pubblica di servizi alla persona, su un affidamento dei servizi legali e assicurativi del Comune, sulla gestione del nido Maramotti, sulla rimozione di veicoli e ripristino sicurezza stradale, sulla gestione di riscaldamento e manutenzioni impianti edifici comunali, sulla gestione di aree di sosta e trasporto scolastico.
L’INTRECCIO
È il momento del cortocircuito, che intreccia cronaca politica e indagine giudiziaria su due binari che si intersecano proprio durante la fase di transizione fra un’amministrazione uscente, colpita al cuore, e una entrante ancora in divenire. Tempi della giustizia e tempi della politica, sui quali non sono mancate riflessioni e velate polemiche più o meno strumentali, sulle quali è stato il procuratore capo, Marco Mescolini, a fare chiarezza definitiva, il giorno dopo l’operazione, ovvero venerdì, quando ha spiegato: «Io penso che per alcuni aspetti la campagna elettorale ha avuto un momento in cui il silenzio di questo ufficio ha dato un contributo all’equilibrio della competizione, questo per me è un valore». E ancora: «Fuori dall’esecuzione di misure assolutamente urgenti come quelle cautelari, tutto il resto deve tenere conto delle circostanze ambientali. Poi non c’è mai un momento giusto, ma anche i procedimenti hanno un termine massimo. Abbiamo cercato di rispettare quello che stava avvenendo sia prima (l’allusione è all’indagine di febbraio con 18 dirigenti indagati, ndr), sia dopo le elezioni, agendo non subito ma non troppo dopo». Le indagini, in ogni caso, sono in corso: «Si inizia e si finisce con i tempi oggettivamente necessari per coltivare in maniera seria e garantita un procedimento come in questo caso molto delicato», ha garantito il procuratore capo, proprio mentre le difese degli indagati si preparano alle contromosse, cominciando a impugnare i decreti di perquisizione.
L’AGENDA
E la politica? Il sindaco, intervistato dalla Gazzetta, ha già lasciato intuire che la riorganizzazione della macchina comunale sarà una priorità del mandato. E da oggi comincerà a lavorare alla giunta, dicendosi fiducioso nella magistratura ma anche certo che le persone coinvolte nelle indagini, a cominciare dai suoi due ex assessori, sapranno chiarire ogni circostanza. L’agenda è però dettata dalla normativa elettorale, che stabilisce tempi e percorsi di insediamento. A meno di colpi di scena, oggi dovrebbero terminare le operazioni dell’ufficio elettorale, in vista della proclamazione, verosimilmente domani. Dopo la proclamazione, è previsto un periodo di dieci giorni per la convocazione del primo consiglio, chiesto a gran voce dalle opposizioni e da tenersi entro i dieci giorni successivi, verosimilmente tra il 5 e l’8 luglio, quando l’eco delle polemiche non sarà cessato, prorogando di altri venti i giorni il dibattito su questa settimana di fuoco appena trascorsa, destinata a infiammare la prima seduta del nuovo consiglio in Sala Tricolore. —
Evaristo Sparvieri
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