«Gli inquirenti valutino eventuali fatti di reato»
REGGIO EMILIA. L’esposto presentato dai coniugi Camparini – attraverso l’avvocato Francesco Miraglia – ha innescato delle nuove indagini sulla sofferta vicenda di Anna Giulia. I genitori si sono mossi sulla scia di quanto sta emergendo dall’inchiesta giornalistica “Veleno” dei giornalisti Pablo Trincia e Alessa Rafanelli, che sta riscrivendo la sconcertante storia giudiziaria di 16 bambini della Bassa modenese che vennero allontanati per sempre dalle loro famiglie, accusate di far parte di una setta di satanisti pedofili. In maggio l’Appello di Ancona ha dato il via al processo di revisione sul caso modenese, ma ora si indaga anche a Reggio Emilia sulla scia di questo esposto che rimarca come vi siano nel caso di Anna Giulia tanti punti di contatto con l’inchiesta “Veleno”: professionisti, magistrati, strutture deputate ad accogliere bimbi dati in affidamento e adozione. Agli inquirenti viene chiesto che «si verifichino e valutino la sussistenza di fatti di reato – rimarca il legale Miraglia – ascrivibili ad operatori preposti all’amministrazione e alla giurisidizione minorile che abbiano determinato l’esito del giudizio di adottabilità». —
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