Gazzetta di Reggio

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I Camparini ospiti a “Chi l’ha visto?” «Sappiamo dov’è la nostra Anna Giulia»

Tiziano Soresina
I Camparini ospiti a “Chi l’ha visto?” «Sappiamo dov’è la nostra Anna Giulia»

Non vedono la figlia da otto anni: «Vogliamo che si apra di nuovo il procedimento che ce l’ha vista strappare via»

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Anna Giulia, la bimba reggiana adottata nel 2017 dopo dieci anni di dura battaglia legale, sta nuovamente trasformandosi in un caso nazionale. Come si è ben capito nella recente e sofferta intervista a “Chi l’ha visto?” – trasmissione di Rai3 – in cui i genitori naturali Gilda Fontana e Massimiliano Camparini hanno espresso tutta la loro disperazione per un distacco dalla figlia (ora adolescente, ha quasi 14 anni) che da sempre ritengono un clamoroso errore giudiziario. Ma questa delicata vicenda è pure diventata un intreccio di aspetti inquietanti. I coniugi Camparini si limitano a dire: «Sappiamo dov’è Anna Giulia». Ma come è maturata tanta sicurezza?

Il colpo di scena sta tutto in una telefonata allo studio legale modenese dell’avvocato Francesco Miraglia, in cui una donna – qualificatasi come una vicina di casa della famiglia adottiva – si è prima sincerata che il legale continuasse a tutelare i Camparini, per poi dare informazioni su dove si trovi Anna Giulia.

Millanterie? No, perché l’avvocato Miraglia ha verificato la fondatezza di queste parole e per conto della famiglia Camparini ha già inoltrato un’istanza alla Procura minorile competente affinché i genitori naturali – come prevede la legge – possano riprendere i contatti con la figlia. Per motivi di privacy, con un minore coinvolto, non forniremo indicazioni sulla località in cui vive Anna Giulia. Ma perché questa donna presentatasi come una vicina, si è decisa a parlare? È stata forse mossa da quanto sta emergendo dall’inchiesta giornalistica “Veleno” che ora ha trovato credito anche in ambito giudiziario, con la revisione del processo. Vent’anni fa 16 bambini (fra Massa Finalese e Mirandola) furono tolti alle rispettive famiglie. Piccoli ritenuti vittime di pedofilia satanista. L’accurata inchiesta giornalistica “Veleno” ritiene, invece, che sia stato tutto pianificato da un gruppo di persone e che le accuse lanciate dai bambini fossero non solo infondate ma pure estorte. Nel terribile caso “Veleno” e in quello di Anna Giulia vi sarebbero nomi e strutture in comune, da qui la richiesta che il procedimento della reggiana venga rivisto. I coniugi Camparini non hanno contatti con la figlia ormai da otto anni: «Vogliamo rivederla, sapere come sta – Gilda e Massimiliano esprimono tutta la loro sofferenza alla Gazzetta – se si ricorda di noi e cosa le abbiano detto per convincerla a sopportare l’adozione e l’allontanamento dai genitori. Vogliamo anche che si apra di nuovo il procedimento – rimarcano con forza – che ce l’ha vista strappare via».

La storia di Anna Giulia – riportata nel libro “Papà portami via da qui!” scritto da Miraglia – inizia da una perquisizione a casa Camparini, nel 2007: si cerca cocaina che non viene trovata e il caso viene archiviato. Ma i Servizi sociali ritengono non idonea la sistemazione della piccola (la casa viene definita indecorosa, «ma non era stato fatto nessun sopralluogo» dicono i genitori nell’esposto) che viene portata (nel 2008) in una struttura che ospita bimbi sottratti alle famiglie. Seguiranno due disperati rapimenti da parte dei genitori (nel 2010), lo stato di adattabilità (2011) e l’atto di adozione due anni fa. Un calvario. —





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