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La veloce eclissi di Salati Bufera sul Comune? Solo un post in solitudine

STEFANO SCANSANI ; s.scansani@gazzettadireggio.it

Da para-leghista a civico, al giudizio sull’opposizione: “Scocciatura” Chi sarà il leader del centrodestra in Consiglio Comunale? 

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IL COMMENTO

STEFANO SCANSANI

Salati sindaco s’è trasformato in Salati consigliere comunale. Ha adeguato i connotati della sua pagina Facebook agli esiti del ballottaggio di domenica 9 giugno. E nella prima circostanza nella quale il maggiore antagonista della maggioranza poteva far roteare le spade e muovere le catapulte, ha invece affidato ai social questo commento: “La partenza non è delle migliori!!! Spero che a seguito di quest’indagine non emergano illeciti sulle attività dell’amministrazione comunale, sarebbe una vera presa in giro per tutti i cittadini che con ostinazione li hanno rivotati ancora una volta”.

Erano le 12.39 del 13 giugno, giovedì, in coincidenza col rimbalzo della notizia dei sequestri operati dalla Guardia di Finanza in municipio, in tre studi legali e in sedi d’aziende. Pochi minuti dopo Salati ha sostituito l’immagine del suo profilo scegliendo lui che parla in piazza Prampolini in occasione del comizio-turpiloquio di Vittorio Sgarbi a chiusura della campagna elettorale del centrodestra.

Poi nient’altro. Nel senso che il candidato di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, l’uomo che per la prima volta ha minacciato la continuità del centrosinistra al potere nella nostra città, a fronte dell’improvvisa bufera giudiziaria sul Comune, si è espresso con un post, poche righe, tra l’altro quasi tiepide.

Non esiste una prassi attraverso la quale i politici possono o devono comunicare con ufficialità ed efficacia (dunque formalmente) le loro prese di posizione. Ciò può avvenire con la convocazione di conferenze stampa, la spedizione di comunicati ai media, così come hanno fatto per i fatti in questione quasi tutti i partiti in campo.

Quella di Salati sembrerebbe una rapida eclissi. Una parabola breve se si considera che fino a lunedì scorso, in coincidenza dello scrutinio delle Comunali, aveva parlato per nome e per conto dei tre partiti che l’avevano espresso, Lega in primis.

Quattro giorni dopo l’operazione ordinata dalla Procura, nessuna delle compagini politiche è ricorsa a Salati per esprimere la propria valutazione. Ognuno ha fatto per sé, come se il tutti per uno e uno per tutti fosse stato un impegno di secoli prima. In solitudine Salati ha detto la sua sul suo profilo.

A taluni osservatori quello di Salati pare un distacco calcolato. Già tra il primo turno e il ballottaggio il candidato del centrodestra aveva fatto prevalere un inedito suo spirito civico e anti-politico, quasi una emancipazione (strategica?) dal suo patrono maggiore: il deputato e segretario regionale leghista Gianluca Vinci. Salati non si era scomposto alla notizia che Salvini non sarebbe ripassato per Reggio per sostenerlo.

Un altro indizio della presa di distanza è stato individuato dal giudizio dello stesso Roberto Salati sul ruolo di consigliere di minoranza: “Una scocciatura”.

Di non poco rilievo anche il commento dell’ex candidato sindaco sul comizio-turpiloquio di Sgarbi in piazza Prampolini: non una dissociazione, ma l’onesto riconoscimento che certi sorrisi delle persone sul palco erano obbligati dal protocollo e non motivati dal consenso. Sentenza: “Non tutte le ciambelle riescono col buco”.

Infine, Salati nei giorni precedenti il ballottaggio, in più circostanze ha tenuto a precisare che le spese per la propaganda sono state tutte sostenute da lui. La prova del nove sarà evidente quando si riunirà il nuovo consiglio comunale, come e dove sarà Salati. Di norma l’antagonista principale del sindaco eletto o rieletto è il riferimento dell’opposizione, ne è il leader. Dovrebbe esserne il leader. —

s.scansani@gazzettadireggio.it

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