Morto a 23 anni per una malattia improvvisa, Unimore rende omaggio al suo studente
REGGIO EMILIA. Eccezionale cerimonia accademica quella in programma oggi nell’aula magna di viale Allegri. Alle 16 viene infatti consegnato alla famiglia di uno studente originario del Camerun, l’attestato degli esami superati dal figlio, morto a 23 anni il 6 giugno scorso all’ospedale di Parma, dove era stato ricoverato il 22 maggio per una malattia virale. Evrad Oum Hie, nato a Bumnyebel, era iscritto al terzo anno di Marketing e Organizzazione d’Impresa e stava completando il percorso formativo; contemporaneamente operava, per mantenersi, in un’azienda di Parma.
Conosceva ottimamente la nostra lingua e stava affrontando con profitto la carriera universitaria. Aveva già sostenuto con pieno merito oltre il 50% delle prove prescritte conseguendo 98 dei 180 crediti necessari per ottenere la laurea.
Il rettore Angelo Oreste Andrisano ha fatto pervenire alla famiglia un messaggio di cordoglio a nome dell’intera comunità accademica e oggi il suo delegato ai rapporti internazionali, professor Sergio Ferrari, presenzierà all’incontro di consegna dell’attestato di merito che riporta l’elenco degli esami superati e il punteggio conseguito.
A guidare la cerimonia la professoressa Giovanna Galli, che dirige il Dipartimento di Comunicazione ed Economia, di cui fa parte il corso di laurea che vedeva impegnato il ragazzo del Camerun. Certa la presenza di una delegazione dell’associazione studentesca Assunimore alla quale il giovane era iscritto. Evrad Oum Hie seguiva con ottimo profitto le lezioni e nello stesso tempo cercava di racimolare qualche risorsa per mantenersi. Negli ultimi tempi, ad esempio, si prestava a fare il lavavetri nello stabilimento parmense della Barilla. Ed è proprio lì che, lo scorso mese, ha avvertito i sintomi del malanno che gli è risultato fatale.
Dopo alcuni giorni di ricovero al Santa Maria Nuova era stato dimesso e aveva ripreso l’impegno sia sui banchi di Unimore sia nella fabbrica d’oltre Enza. Ma in breve ha avuto una ricaduta per cui è stato nuovamente ricoverato in ospedale a Parma. La mamma, avvertita di quanto stava accadendo, è arrivata in volo e ha quindi seguito al suo capezzale l’inarrestabile evolversi della situazione sino al decesso.
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