Gazzetta di Reggio

Reggio

Pioggia di ricorsi per ottenere i dissequestri

Evaristo Sparvieri

I difensori degli indagati cominciano a presentare le istanze di riesame: obiettivo vedere le carte in mano alla Procura

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La strategia degli avvocati difensori sembra unitaria, sebbene ciascun legale si stia muovendo autonomamente. E da ieri sono partite le prime istanze di riesame per impugnare davanti al tribunale – ovvero davanti a una Corte composta da tre giudici – i decreti di perquisizione emessi giovedì scorso a carico dei quindici indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai pm Valentina Salvi e Giulia Stignani sulle presunte irregolarità in appalti e nomine del Comune, che ha portato all’esecuzione della maxi-operazione della Finanza negli uffici del municipio.

Sotto sequestro sono finiti pc, cellulari, materiale cartaceo e informatico degli indagati, ora pronti a una battaglia legale per ottenere il dissequestro.

Una partita a scacchi tra accusa e difesa, con lo scopo dei difensori soprattutto di far scoprire ulteriormente le carte dell’inchiesta, secondo quanto previsto dall’articolo 324 del codice di procedura penale. Negli avvisi di garanzia notificati giovedì scorso, infatti, è stato contestato a ciascun indagato il reato di turbata libertà degli incanti, a fronte di un ventaglio di ipotesi di reato che – secondo la nota stampa inviata dalla Finanza il giorno del blitz – contemplano anche falsità ideologica del pubblico ufficiale, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e corruzione. Ed è su queste ipotesi di reato che ora gli avvocati difensori degli indagati voglio cominciare a far luce, in modo da mettere a punto le ulteriori contromosse difensive.

È quanto previsto dallo stesso articolo 324 del codice di procedura penale che, concentrandosi sui motivi all’origine dell’istanza di dissequestro, nell’intenzione dei legali potrebbe portare allo svelamento di ulteriori carte dell’inchiesta, qualora non secretate: «Con la richiesta di riesame possono essere enunciati anche i motivi – si legge nel comma 4 – Chi ha proposto la richiesta ha, inoltre, facoltà di enunciare nuovi motivi davanti al giudice del riesame, facendone dare atto a verbale prima dell’inizio della discussione».

È questa la strada già intrapresa da Liborio Cataliotti, difensore del responsabile del servizio legale del Comune, Santo Gnoni, a lungo intercettato, di Roberto Montagnani (Servizio Appalti) e della responsabile dell’Unità organizzativa complessa Acquisiti, appalti e contratti Silvia Signorelli. Ed è la strada che, entro dieci giorni dal provvedimento di sequestro, sembrano intenzionati a seguire anche l’avvocato Ernesto D’Andrea (difensore di Alessandro Meggiato, ex dirigente del settore Mobilità, ora in Regione), Vainer Burani (difensore dell’ex vicesindaco, Matteo Sassi), Nino Ruffini (difensore dei due soci delle Autofficine Corradini).

Sempre nell’articolo 324, ricevuto il ricorso, si legge infatti che «la cancelleria dà immediato avviso all’autorità giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette al tribunale gli atti su cui si fonda il provvedimento oggetto del riesame». —



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