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Volontario Ema e autista Ncc viaggia col defibrillatore in auto

Adr.Ar.
Volontario Ema e autista Ncc viaggia col defibrillatore in auto

Giampaolo Nizzoli, 30 anni, l’ha comprato a sue spese e lo tiene nel bagagliaio «Ho pensato spesso a cosa farei se un cliente si sentisse male in viaggio»

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CASALGRANDE. Un defibrillatore dentro la propria auto a noleggio. È una scelta generosa, figlia di anni di volontariato e di esperienza nel soccorso, quella fatta dal 30enne casalgrandese Giampaolo Nizzoli. . Nizzoli, da 14 anni volontariato della pubblica assistenza di Casalgrande Ema Emilia Ambulanze, lavora nel settore trasporto, guidando un auto di un servizio Ncc, il noleggio con conducente. Poco tempo fa, ha deciso di montare sulla propria auto di servizio un defibrillatore semi-automatico, il principale strumento salvavita in caso di emergenze cardiache, oggi presenza obbligatoria in ogni struttura pubblica.

in auto

Sulle auto Ncc il Dae non è richiesto, ma Nizzoli ha deciso di montarlo a proprie spese come scelta personale. Una decisione figlia dell’esperienza maturata in nove anni di lavoro come autista, macinando migliaia e migliaia di chilometri in mezza Europa.

«All’inizio non ho dato peso al fatto di essere sempre in strada e in qualsiasi parte dell’Italia o dell’Europa – spiega Nizzoli – Col passare degli anni ho iniziato a chiedermi, però, cosa potrebbe succedere e cosa potrei fare se una persona che è a bordo con me si sentisse male, per qualsiasi motivo o se per caso, mentre sono in viaggio, mi dovessi imbattere in un passante colpito da malore e come poterlo eventualmente aiutare in attesa dei soccorsi». E il pensiero è andato al suo impegno nel volontariato: «Negli ultimi anni si stanno facendo passi da gigante sulla formazione in materia di rianimazione cardiopolmonare. La stessa Ema, di cui faccio parte oramai da 14 anni, organizza corsi per l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico con l’obbiettivo di aumentare le probabilità di sopravvivenza», spiega.

Da lì, l’acquisto: «Fatti questi ragionamenti e queste considerazioni, ho deciso di installare, a mie spese, un defibrillatore sulla mia auto per poter intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco, patologia nella quale il fattore tempo è fondamentale».

in ambulanza

Una decisione nella quale, come detto, ha giocato un ruolo importante l’esperienza da volontario. «Nel settembre 2005 avevo 16 anni – ricorda Nizzoli – e mio padre mi chiese se avessi avuto voglia di entrare a far parte dell’associazione Ema nella quale lui era già volontario da qualche anno e che lo appassionava sempre più. Iniziai quasi per gioco – prosegue – ma mi accorsi, in breve tempo, che iniziava a piacermi seriamente, ad appassionarmi, come probabilmente era successo con mio padre. Raggiunti i 18 anni iniziai ad avvicinarmi al servizio di emergenza-urgenza, coordinato dalla centrale operativa del 118 e, col passare degli anni, l’esperienza si fece sempre più appassionante e iniziai a capire meglio come funzionava il mondo del soccorso e la fondamentale “catena del soccorso”». —

Adr.Ar.

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