Gazzetta di Reggio

Reggio

L’intervento 

«Con tutto quello che succede vi occupate di Salati?»

Marco Catellani ; Stefano Scansani

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Trentatré, gli anni di Cristo. Sì, sono 33 tra dirigenti, assessori e consulenti del Comune inquisiti per reati che spaziano dal falso ideologico, alla corruzione, rivelazione di segreto e abuso d’ufficio, turbativa d’asta, appalti pilotati e altro. Nomi altisonanti, come l’assessore e vicesindaco Sassi, l’onnipotente e tutto fare assessore Tutino, segnalato anni fa anche dal sottoscritto, per un bando discriminante con favoreggiamento all’abuso di professione di medico veterinario, insieme alla dottoressa Montanari anche lei indagata, bando tra l’altro redatto con l’aiuto di persone con forte conflitto di interessi di cui premurerò di fare i nomi al magistrato.

Direi che oggi a Reggio di cose di cui parlare ce ne sono abbastanza, di rilevanza anche nazionale, anzi a dire il vero se ne doveva parlare ben prima, dai tempi dei 18 indagati di febbraio, diventati fantasma durante la corsa elettorale.

Ricordo, nel mio piccolo, che feci la seguente riflessione: ma come fa Vecchi a ricandidarsi se ha 18 dirigenti del suo Comune indagati? Un piccolo sforzo morale del Pd avrebbe dovuto tirare fuori dal cilindro un altro nome, come candidato sindaco, per dimostrare limpidezza estrema.

Ma, con il senno di poi, chi mai si sarebbe preso questa patata bollente?

Nonostante tutto, invece, si continua a parlare di Roberto Salati, si prosegue a disonorare il vinto antagonista del ballottaggio, spareggio falsato da indagini che non hanno preso corpo quando avrebbero dovuto. Ma sì, continuiamo a parlare dell’inadeguato Salati, il burattino manovrato dalla Lega e ora lasciato solo, che parla di lesbiche, gli scoccia fare il consigliere, responsabile del turpiloquio di Sgarbi e che ora si eclissa grazie a una rapida parabola discendente.

Ma stiamo scherzando?

Con tutto quello che succede vi occupate di Salati. Roberto non è solo, è circondato dalla coalizione del centrodestra, Salati è al corrente della nostra espressione, Salati è il simbolo della pulizia, della freschezza, della trasparenza e del “buon gusto”.

Sì, proprio “buon gusto”, sarebbe facile adesso sparare a zero contro una presunta amministrazione farlocca e contro tutti quei cittadini che non gli hanno dato fiducia, ma lui è elegante e non lo fa.

La volontà di non alterare l’equilibrio delle elezioni sicuramente non è stato garantista per i cittadini reggiani, dove il bilancio delle decisioni di voto, una volta tanto, poteva essere tracciato su aspetti etici e non solo su ipotetiche promesse politiche.

La volontà, come dice il Procuratore Mescolini, di non turbare l’equilibrio elettorale ha determinato il rinvio delle informazioni di garanzia e delle perquisizioni. Una volta che la decisione del voto poteva essere indotta da una scelta etica ci siamo giocati questa opportunità. L’equilibrio elettorale è stato turbato e non poco: con quale fiducia, noi cittadini ora, ci interfacciamo con l ’amministrazione pubblica sia comunale sia sanitaria, con il dubbio che il nostro interlocutore non sia “pulito”, con quale fiducia partecipiamo ai concorsi, con quale fiducia partecipiamo a un bando?

Se non c’è stato turbamento del voto, sicuramente ora regna uno scompiglio della fiducia, della morale e dell’etica.

Io come dirigente di Forza Italia sono certo garantista, ma non stupido e neanche masochista, e desidererei avere un’informazione trasparente, libera e soprattutto, oggi più che mai, che stia “sul pezzo”.

Marco Catellani

dirigente Forza Italia

Signor Catellani, da lei non prendiamo ordini. Sul pezzo ci siamo stati tutti i giorni, fornendo notizie costanti e oggettive circa la bufera giudiziaria sul municipio. Ha letto? Ho avuto occasione di scrivere il mio pensiero circa l’amministrativismo del Comune, l’ipertrofia dirigenziale, la ineluttabile responsabilità che hanno il sindaco Vecchi e il Pd di riformare, rinnovare, rivoltare. Per Vecchi, che ha rivoluto la bicicletta, non saranno cinque anni autostradali.

Ultimo appunto. La Gazzetta non continua a parlare di Salati. Con tutto quello che succede si occupa anche di Salati, e doverosamente: è l’uomo del ballottaggio, un protagonista della nuova arena politica reggiana. Anche lui ha voluto la bicicletta.

E pensi, Catellani: da ambienti del centrosinistra ci arriva una suonata uguale alla sua. Siete così monotoni da renderci la professione più lieta.

Stefano Scansani

s.scansani@gazzettadireggio.it

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