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Dopo il rogo, uffici in tenda «Ma ripartiremo più forti»

Andrea Vaccari
Dopo il rogo, uffici in tenda «Ma ripartiremo più forti»

Il patron di Autozatti fa il punto dopo l’incendio che ha devastato veicoli e locali In novembre la riapertura totale del salone. I 47 dipendenti smistati in altre sedi

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Brescello. La necessità aguzza l’ingegno, si dice. E se gli uffici vendita non sono ancora disponibili, ecco che sul piazzale compaiono due tendoni sotto i quali i dipendenti contrattano con i clienti interessati all’acquisto.. Questo lo spirito con il quale il gruppo Zatti sta affrontando la ripartenza dopo il disastroso incendio del 6 maggio scorso, che ha mandato letteralmente in fumo un centinaio di auto – oggi assiepate sul retro dello stabile, dopo i trattamenti sanitari alle quali sono state sottoposte – e provocò danni importanti alla struttura.

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«La forza del gruppo Zatti – spiega Giuliano Zatti, che ha fondato il gruppo assieme al fratello Luciano – è quella di avere sempre la grinta e la determinazione di non fermarsi mai, nemmeno dinnanzi a eventi spiacevoli di questa portata, come testimonia la recente esperienza dell’alluvione del dicembre 2017: in quell’occasione, dopo appena una settimana, erano stati riaperti i battenti e riprese le attività lavorative».

«Più forti di prima»

Anche in questo caso, il gruppo Zatti non si è arreso, ma è determinato a ripartire più forte di prima: una dimostrazione è data dalla ridistribuzione, nelle altre sedi del gruppo, dei 47 dipendenti della sede di Lentigione, scongiurando per tutti loro il rischio di cassa integrazione.

Il ritorno alla normalità è avvenuto a tempi di record. Dopo nemmeno due settimane, il 20 maggio, sono state riaperte l’officina e la carrozzeria, mentre il 27 maggio sono ripartite anche le attività di vendita, grazie all’installazione di un temporary shop all’aperto situato sul piazzale antistante l’ingresso principale del salone.

«Fin dai giorni successivi – prosegue Zatti, accompagnato dalle nipoti Elisa e Monica, rispettivamente responsabili dell’amministrazione e del marketing – si è lavorato senza sosta, e immediatamente sono partiti i lavori per ripristinare e mettere in sicurezza la struttura. Abbiamo richiesto subito le analisi ambientali per la sicurezza dei dipendenti e della comunità. I risultati hanno dato esito negativo. È stata inoltre effettuata la sanificazione dell’aria e si sta procedendo spediti verso la piena riapertura di tutto il salone. Bisognerà pazientare ancora 3-4 mesi, in quanto la data prevista per la riapertura ufficiale della struttura è fissata per novembre di quest’anno».

I ringraziamenti

La chiusura è dedicata ai ringraziamenti. «Senza un intervento rapido dei vigili del fuoco – conclude Zatti – i danni sarebbero stati ben più ingenti. In quei momenti difficili provvidenziale è stato inoltre il supporto del sindaco Elena Benassi e del Comune, Asl, Croce Azzurra e Croce Rossa, carabinieri, il parroco don Evandro Gherardi e anche delle Assicurazioni Generali, che hanno mostrato grande disponibilità nonostante venissimo da un altro disastro recente, provocato dall’alluvione».

In questi due tragici frangenti, il salone di Lentigione – primo del gruppo a essere aperto, nel 1982, da Giuliano e Luciano Zatti – ha dovuto fronteggiare conseguenze importanti: in occasione della fuoriuscita dell’Enza i danni si assestarono intorno a un milione e 800mila euro, mentre a seguito dell’incendio a circa 3 milioni totali. —

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