Dopo il rogo, uffici in tenda «Ma ripartiremo più forti»
Il patron di Autozatti fa il punto dopo l’incendio che ha devastato veicoli e locali In novembre la riapertura totale del salone. I 47 dipendenti smistati in altre sedi
Brescello. La necessità aguzza l’ingegno, si dice. E se gli uffici vendita non sono ancora disponibili, ecco che sul piazzale compaiono due tendoni sotto i quali i dipendenti contrattano con i clienti interessati all’acquisto.. Questo lo spirito con il quale il gruppo Zatti sta affrontando la ripartenza dopo il disastroso incendio del 6 maggio scorso, che ha mandato letteralmente in fumo un centinaio di auto – oggi assiepate sul retro dello stabile, dopo i trattamenti sanitari alle quali sono state sottoposte – e provocò danni importanti alla struttura.
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«La forza del gruppo Zatti – spiega Giuliano Zatti, che ha fondato il gruppo assieme al fratello Luciano – è quella di avere sempre la grinta e la determinazione di non fermarsi mai, nemmeno dinnanzi a eventi spiacevoli di questa portata, come testimonia la recente esperienza dell’alluvione del dicembre 2017: in quell’occasione, dopo appena una settimana, erano stati riaperti i battenti e riprese le attività lavorative».
«Più forti di prima»
Anche in questo caso, il gruppo Zatti non si è arreso, ma è determinato a ripartire più forte di prima: una dimostrazione è data dalla ridistribuzione, nelle altre sedi del gruppo, dei 47 dipendenti della sede di Lentigione, scongiurando per tutti loro il rischio di cassa integrazione.
Il ritorno alla normalità è avvenuto a tempi di record. Dopo nemmeno due settimane, il 20 maggio, sono state riaperte l’officina e la carrozzeria, mentre il 27 maggio sono ripartite anche le attività di vendita, grazie all’installazione di un temporary shop all’aperto situato sul piazzale antistante l’ingresso principale del salone.
«Fin dai giorni successivi – prosegue Zatti, accompagnato dalle nipoti Elisa e Monica, rispettivamente responsabili dell’amministrazione e del marketing – si è lavorato senza sosta, e immediatamente sono partiti i lavori per ripristinare e mettere in sicurezza la struttura. Abbiamo richiesto subito le analisi ambientali per la sicurezza dei dipendenti e della comunità. I risultati hanno dato esito negativo. È stata inoltre effettuata la sanificazione dell’aria e si sta procedendo spediti verso la piena riapertura di tutto il salone. Bisognerà pazientare ancora 3-4 mesi, in quanto la data prevista per la riapertura ufficiale della struttura è fissata per novembre di quest’anno».
I ringraziamenti
La chiusura è dedicata ai ringraziamenti. «Senza un intervento rapido dei vigili del fuoco – conclude Zatti – i danni sarebbero stati ben più ingenti. In quei momenti difficili provvidenziale è stato inoltre il supporto del sindaco Elena Benassi e del Comune, Asl, Croce Azzurra e Croce Rossa, carabinieri, il parroco don Evandro Gherardi e anche delle Assicurazioni Generali, che hanno mostrato grande disponibilità nonostante venissimo da un altro disastro recente, provocato dall’alluvione».
In questi due tragici frangenti, il salone di Lentigione – primo del gruppo a essere aperto, nel 1982, da Giuliano e Luciano Zatti – ha dovuto fronteggiare conseguenze importanti: in occasione della fuoriuscita dell’Enza i danni si assestarono intorno a un milione e 800mila euro, mentre a seguito dell’incendio a circa 3 milioni totali. —
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