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Reggio Emilia, officina bersagliata da furti e atti vandalici: «Succede tutti i mesi da oltre un anno»

Giacomo Bigliardi
Reggio Emilia, officina bersagliata da furti e atti vandalici: «Succede tutti i mesi da oltre un anno»

Vetri rotti, batterie rubate, recinzioni tagliate. Il titolare: «Succede ogni mese da più di un anno, non c’è modo di fermarli»

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REGGIO EMILIA. È da ormai un anno che l’officina Buffagni & Turci subisce continui atti di vandalismo. Con il ritmo di quasi una volta al mese, i dipendenti si ritrovano alla mattina con vetri rotti, recinzioni tagliate e batterie rubate, e la cosa sembra non avere fine.

L’officina, che si trova in via Saragat 13, a Santa Croce, è gestita da qualche anno da ragazzi giovanissimi. Il socio più vecchio, Alessandro Zambelli, ha 37 anni: «Abbiamo fatto la prima denuncia nel maggio dell’anno scorso. Da lì ne sono seguite altre sei, e per la maggior parte degli episodi non abbiamo nemmeno avuto tempo di fare denuncia».

Inizialmente i vandali spaccavano il vetro della porta che dà sugli uffici, sempre di domenica mattina. L’allarme si attivava subito e la vigilanza veniva avvertita, così i ladri avevano solo pochi minuti in cui riuscivano a scassinare i distributori automatici, rubando dai dieci ai venti euro. Il danno economico non era tanto quello effettivo della refurtiva, quanto quello della continua riparazione di vetrate e porte.

La cosa si è ripetuta varie volte, sempre di domenica mattina, finché i ragazzi dell’officina non sono stati costretti a installare delle inferriate su tutte le vetrate. Ma la cosa non è finita qui: i vandali hanno iniziato a colpire di notte, entrando dal retro dell’officina al ritmo di una volta al mese. Tagliano la recinzione per poi puntare il contenitore con le batterie esauste, che vengono tenute al di fuori dell’officina perché sono tossiche.

E la cosa non si è fermata qui: il fatto più grave è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana. I vandali, dopo aver tagliato la recinzione, sono riusciti ad entrare all’interno dell’officina. Hanno squarciato il tendone che separa l’esterno dalla zona di lavoro, ma fortunatamente dentro hanno trovato poco. Si sono limitati a rubare del materiale per la movimentazione e ad aprire una macchina che era parcheggiata dentro.

Non avendo trovato niente di valore a bordo dell’auto, sono tornati nuovamente all’esterno, dove hanno rubato del gasolio da un furgoncino con un tubo preso dall’officina. All’interno dell’officina non ci sono quindi mai stati danni effettivi, anche grazie al sistema di allarme che ha ogni volta avvertito la vigilanza dell’intrusione.

Come spiega Alessandro, il vero costo è quello delle continue riparazioni. «Non riescono mai davvero a entrare, ma circa una volta al mese dobbiamo fare qualche tipo di intervento. In una città come Reggio queste cose non dovrebbero succedere. Siamo tutti lavoratori giovani e restiamo qui dalle dieci alle dodici ore al giorno. Situazioni come questa ci fanno davvero perdere la voglia di dedicare così tante energie al nostro lavoro».

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