Gazzetta di Reggio

Reggio

CERIMONIA A UNIMORE 

Dolore e lacrime nell’aula magna per lo studente morto a 23 anni

Luigi Vinceti
Dolore e lacrime nell’aula magna per lo studente morto a 23 anni

La mamma del ragazzo scoppia in un pianto lacerante mentre gli amici e l’università ricordano il percorso di Evrad

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Tanto dolce quanto piena di tristezza la cerimonia di consegna di un attestato di studio che ieri pomeriggio ha radunato nell’aula magna dell’Università quasi duecento ospiti, in massima parte di origine camerunense. Un rito inedito per la sede reggiana di Unimore, che è servito a ricordare Evrad Oum Hie, lo studente 23enne morto lo scorso 6 giugno mentre stava frequentando il terzo anno del corso di laurea in Marketing-Organizzazione d’Impresa.

Il documento con l’elenco degli esami superati (oltre il 50% di quelli prescritti nel triennio) è stato consegnato dalla professoressa Giovanna Galli, direttore del Dipartimento, alla mamma, Hie Jzanne, che ha ascoltato in religioso silenzio le testimonianze di chi ha conosciuto il figlio, prima di scoppiare in un pianto lacerante, senza riuscire a pronunciare alcuna parola. Per lei è intervenuto don Simon, direttore della comunità di oltre Enza che accolse il giovane al suo arrivo in Italia, che ha ringraziato l’Ateneo e tutti i presenti per la sentita partecipazione alla cerimonia.

In seguito Evrad si era trasferito a San Bartolomeo, in terra reggiana, e di ciò ha parlato don Paolo Cugini, che ha tracciato il profilo di Evrad Oum Hie e descritto i sogni di un ragazzo che sperava di guadagnare un po’ di soldi per riuscire a portare in Italia anche la mamma e perciò alternava alle ore di studio quelle di ogni possibile, anche umile, lavoro.

Le condoglianze ufficiali per l’ateneo sono state portate dal pro rettore Sergio Ferrari, che ha narrato di un suo viaggio in Camerun dove ha potuto conoscere un popolo coraggioso e pieno di speranze.

Proprio quelle che cullava lo studente arrivato nel nostro Paese nell’agosto del 2016 diventando borsista e, come tale, ospitato in seguito nello studentato di via Zandonai (ne ha parlato Donatella).

Diverse le voci di chi lo ha conosciuto: tutte, tranne una breve testimonianza in francese, in apprezzabile lingua italiana. Tutte intrise di profondo dolore.

Per Assunimore, Ruscel ha descritto il primo contatto universitario; Ivan ha dettagliato la sua biografia; Dalice il quadro clinico di quel male che lo ha tradito. Memorie molto personali sono venute da Charles, dalla fidanzata Linda, dall’amica Michelle.

Una cascata di emozioni intrecciate con le parole impegno, coraggio, entusiasmo, sorriso, una collezione di testimonianze sulla sua determinazione, sulle notti in bianco per riuscire a far fronte allo studio (ottime le votazioni) e contemporaneamente svolgere un lavoro nei fine settimana per non perdere tempo.

Palpabile il dolore nei toni di voce e nei volti, mentre nella platea erano tanti che si asciugavano le lacrime.

Per far arrivare la mamma a questo appuntamento la comunità camerunense emiliana si è fatta carico delle spese; nessuno avrebbe immaginato che lo avrebbe potuto assistere solo per alcuni giorni sino alla morte.

«Era pieno di gioia, che orgoglio averlo conosciuto, una fiammella di lui resterà sempre accanto a noi», sono le parole ripetute a più voci prima dell’applauso di congedo finale. —





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