L’orco incastrato del coraggio della quindicenne
«Il mio timore è sempre stato quello di non essere creduta». Sono parole della ragazzini che si è presentata alla Caramella Buona e che ha permesso ai carabinieri di Reggio Emilia di arrestare lo zio pedofilo con l’accusa di pornografia minorile, atti sessuali con minori di 14 anni oltre ad abusi su una parente disabile. Una coraggiosa vittima che ha espresso il desiderio di dimostrare in tribunale quanto accaduto «perché il mio timore è sempre stato quello di non essere creduta. Mi sono sempre trovata in grandi difficoltà a far capire il mio dolore nel contesto in cui vivo ogni giorno. Ero impaurita e in parte lo sono ancora oggi – aveva detto la ragazza un anno fa – ammetto che mi preoccupa affrontare il futuro».
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