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orrore in famiglia 

Violenta le nipoti, una è disabile Condannato lo zio pedofilo

E.L.T.
Violenta le nipoti, una è disabile Condannato lo zio pedofilo

Sette anni e 4 mesi per l’artigiano di 61 anni che aveva abusato delle minorenni  Nel pc mezzo milione di file pedopornografici. Mirabile: «Violenze indicibili»

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REGGIO EMILIA. Più le indagini andavano avanti e più si disvelava una storia fatta di violenze indicibili, perpetrare in famiglia e propagate tramite il web, ai danni di minorenni. Le due principali vittime erano le sue nipoti, con le quali conviveva, che hanno subìto violenze terribili. Una è una ragazzina tetraplegica, filmata durante quella sequenza di coercizioni folli ma sistematiche, che hanno portato ora alla condanna dello zio pedofilo a sette anni e quattro mesi di carcere, più settantamila euro di provvisionale alle parti civili. Quasi il doppio della pena richiesta dalla procura.

Quando i carabinieri di Reggio Emilia hanno arrestato l’artigiano 61enne nell’agosto scorso, rimasero sgomenti dalla quantità e dalla atrocità del materiale pedopornografico ritrovato nel computer e nel cellulare dell’uomo. Prove talmente tanto schiaccianti ma al contempo perverse, da definire l’operazione giudiziaria “orco collezionista”. Oltre cinquecentomila fotografie e video con bambine in pose pornografiche di orribile contenuto, così tanto materiale che l’indagine ha richiesto una proroga dei tempi, proprio per analizzare l’ingente quantità di file sequestrati e rinvenuti, malgrado il soggetto avesse cancellato alcune prove dei suoi comportamenti criminali.

Il caso nasce dalla perfetta collaborazione fra l’associazione La Caramella Buona Onlus e i carabinieri: è stata infatti l’associazione, nelle persone del presidente Roberto Mirabile e della vice Anna Maria Pilozzi, a interessare i militari dell’accaduto, grazie al coraggio di una ragazzina, allora quindicenne, nipote dell’orco collezionista, che – accompagnata dall’amichetta del cuore – si era rivolta al personale della Onlus antipedofilia, raccontando di aver trovato, casualmente, delle sue foto truccate con photoshop e rese pornografiche, nel computer dello zio, convivente in famiglia.

Ma i sospetti che qualcosa di ancora più grave e penoso fosse accaduto in quella casa, si sono concretizzati man mano che i periti nominati dal magistrato della procura di Bologna estrapolavano i file sequestrati: le attenzioni criminali del sessantunenne si erano rivolte anche a un’altra nipote convivente, disabile tetraplegica, costretta da anni a subire violenze sessuali difficilmente descrivibili.

Violenze che lo zio filmava da anni, avendo disseminato la casa, bagno e camere da letto, di microtelecamere, per collezionare le proprie follie.

Atti ai quali hanno messo fine il coraggio di una ragazzina, rivoltasi alla Caramella Buona e riconosciuta parte civile col proprio avvocato Monica Nassisi, e dall’ottimo impegno dei carabinieri: la condanna in primo grado con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) a Bologna, pubblico ministero Luca Venturi e giudice Aldo Resta (legali difensori dell’imputato Studio Andrea Trolli) è arrivata ieri: 7 anni e 4 mesi di carcere più settantamila euro di provvisionale alle parti civili.

«Questo caso – dichiara a fine udienza Roberto Mirabile – per l’ingente quantità di materiale pedopornografico ritrovato, oltre mezzo milione di file, rappresenta una delle maggiori operazioni italiane contro la pedofilia e voglio sottolineare come sia stato fondamentale accogliere e ascoltare subito la quindicenne che, impaurita e sostenuta solo dall’affetto dell’amichetta del cuore, si è presentata in associazione, chiedendo di essere creduta e protetta. Desidero anche ringraziare il tenente colonnello Alessandro Dimichino che, con i suoi carabinieri, ha immediatamente stretto una sinergia con noi, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze». —

E.L.T.

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