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Buona annata per l’anguria Igp nonostante il maggio piovoso

Alessandro Cagossi

Torelli dell’associazione produttori: «Ci siamo attrezzati modificando le serre» Intesa tra Apar e Confesercenti per fare arrivare sempre più il frutto nei negozi

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CAMPAGNOLA. «L’anguria reggiana Igp è più forte dei cambiamenti climatici». Parole di Mauro Torelli di Campagnola, titolare di una delle 14 aziende agricole della Bassa che compongono l’Apar (Associazione produttori anguria reggiana).

«Nonostante un maggio freddo e piovoso – spiega Torelli – noi agricoltori ci siamo attrezzati, ad esempio mutando forma, lunghezza e orientamento delle serre, ma anche utilizzando diversi impasti e colori dei teloni per migliorare le condizioni in cui crescono le angurie. In questo modo abbiamo combattuto e sconfitto le conseguenze dei cambiamenti climatici. Siamo fiduciosi: il caldo di questi giorni sta già facendo decollare le richieste».

Nel 2018 nell’area di produzione sono stati prodotti oltre 100 mila quintali di angurie, di cui ben 10 mila “marchiate” con il simbolo Igp. E con il protocollo d’intesa firmato nelle scorse settimane tra Apar e Confesercenti, l’anguria reggiana Igp sarà sempre più presente nei negozi , per arrivare sulla tavola degli italiani.

«Un’intesa che non può che trovare il nostro consenso e totale appoggio», commentano da Cia Reggio Emilia. Se ciò non bastasse, «stiamo lavorando per trasformare l’associazione produttori anguria reggiana in un Consorzio», osserva Torelli.

Lo stesso Torelli definisce l’intesa con Confesercenti «un ulteriore passo per la valorizzazione di un prodotto che ha radici nella nostra storia. Già nel 1931, riferendosi alla Bassa reggiana, il Touring Club parlava di “area di produzione di cocomeri e meloni zuccherini”».

L’anguria reggiana Igp viene coltivata rispettando l’ambiente. Come da disciplinare, viene raccolta al mattino, quando i frutti hanno beneficiato del fresco notturno. I frutti, prima di arrivare alle tavole dei consumatori, sono stoccati in ambiente ombreggiato e fresco. Viene coltivata in campo, in tunnel o in serra con coperture rimovibili. L’impollinazione avviene naturalmente con gli insetti. L’irrigazione e la fertilizzazione avvengono in base all’andamento climatico, al fabbisogno della pianta e alle caratteristiche del terreno». —

Alessandro Cagossi

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