Gazzetta di Reggio

Reggio

Manodori, otto nuovi consiglieri su tredici

Enrico Lorenzo Tidona

Il banchiere Guidetti e il medico Sassatelli, in quota al vescovo, possono puntare alla presidenza. Ma spunta Celestina Tinelli

3 MINUTI DI LETTURA







Dall’ex direttore della Popolare di San Felice Leonello Guidetti al direttore di Gastroenterologia Romano Sassatelli, entrambi in quota alla diocesi, passando per la donna forte dell’avvocatura reggiana Celestina Tinelli, scelta dal sindaco e la cui corsa non sembra aver freno. Sono alcuni dei nomi papabili per la presidenza della Fondazione Manodori, che in queste ore ha ufficializzato il rinnovo dei membri, inserendo 8 consiglieri alla prima nomina e confermandone 5 tra quelli uscenti. Un parlamentino con capacità di fuoco ridotta dalle crisi bancarie ma che rappresenta uno dei pochi snodi reggiani dove si palesano per statuto gli intrecci del potere costituito. Da quello della Curia, a quello amministrativo, fino all’università, con un peso specifico della famiglia Maramotti, già soci di rilievo di Unicredit, maggior partecipazione azionaria nel portafoglio della fondazione bancaria reggiana ma che aveva ridotto la sua esposizione verso l’istituto milanese per scendere dall’altalena della Borsa.

Un peso determinante per la presidenza lo avrà il vescovo Massimo Camisasca. La diocesi per statuto ha nominato Guidetti, banchiere dimessosi nel 2018 dalla Popolare di San Felice e, quindi, libero da altri impegni. Anche Sassatelli è uomo considerato vicino alla curia, medico componente del comitato scientifico dell’Istituto superiore di Sanità. Loro sono tra i papabili per il posto di vertice, che deve essere scelto tra i 13 consiglieri entro i primi di agosto nell’ente che eroga soldi per il sociale, l’educazione, la salute e la cultura.

Chiunque salirà al comando troverà in qualche modo la strada spianata. I tempi duri della crisi e delle rivoluzioni obbligatorie sono già passati. La Fondazione Manodori ha ridotto al 23% dell’attivo patrimoniale la sua dipendenza dalle azioni Unicredit, che anni fa superava il 70%. Il varo poi dei regolamenti, del nuovo statuto e la riorganizzazione interna hanno oliato l’ente evitando grippaggi. Ma ha ridotto anche il suo peso sullo scacchiere, con erogazioni ridotte a 3 milioni secondo il programma 2019, e un patrimonio di 176 milioni di euro. Si tratta del lascito dell’era del presidente Gianni Borghi, che resterà in carica fino al 6 agosto, che ha promosso a segretario il consigliere del cda Riccardo Faietti, vicino al sindaco Vecchi. Durante il suo doppio mandato Borghi è riuscito a puntellare la Fondazione. Uomo di fiducia dei Maramotti - fu amministratore delegato della Lombardini quando era della famiglia di finanzieri reggiani - la prima volta fu eletto coi voti degli spaggiariani, contro quelli di Delrio, la seconda volta si ricandidò con il favore e grazie ai voti di Delrio, segnando un ribaltone e una presidenza di centro sinistra. Nel nuovo consiglio non mancano certo i nomi forti come Ivan Lusetti, ex capo di Cir food al suo secondo mandato. Ci sono poi esperti di impresa e finanza come Giuliano Tagliavini, già amministratore di Mariella Burani (dopo la crisi) e di Enìa. Ma a sparigliare il mazzo è Celestina Tinelli, già membro del Csm da poco diventata - non senza polemiche - presidente dell’ordine degli avvocati di Reggio, scelta dal sindaco Luca Vecchi. Mentre veniva proclamato per la seconda volta primo cittadino, il suo primo vero atto nel secondo mandato stava per essere divulgato tramite un comunicato stampa della Fondazione Manodori con la nomina di Tinelli e Cottafavi. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google