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Mercatone Uno di Rubiera, per i lavoratori cassa integrazione e fondo Inps

Adriano Arati
Mercatone Uno di Rubiera, per i lavoratori cassa integrazione e fondo Inps

Grazie a una clausola contrattuale riaperta l’amministrazione straordinaria. Un incontro al ministero sblocca la situazione con la firma di due accordi

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RUBIERA. Il Mercatone Uno torna in amministrazione straordinaria e per i dipendenti si apre la strada della cassa integrazione. Mercoledì al ministero dello Sviluppo economico sono stati firmati due accordi relativi al gruppo di arredi, fallito nuovamente il 23 maggio scorso, e agli oltre 1.800 assunti, fra cui quaranta nello storico punto vendita di Rubiera.

L’azienda era stata acquistata poco meno di un anno fa dalla Shernon, società creata ad hoc, sommersa da oltre 60 milioni di nuovi debiti e fallita il mese scorso.

La procura di Milano ha aperto un fascicolo per bancarotta fraudolenta. Sfruttando una clausola prevista nell’accordo originario, il gruppo Mercatone Uno è rientrato nella procedura di amministrazione straordinaria (gestita dai commissari del ministero).

Questa condizione permette lo sblocco della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori fino al 31 dicembre 2019. La cassa sarà calcolata dal 24 maggio e garantirà un minimo di entrate a persone che non ricevono stipendi da aprile, quando è stato versato un acconto pari ai due terzi del dovuto. È stata poi risolta la questione del pagamento del Tfr a molti lavoratori, garantendo l’accesso a un fondo di garanzia Inps.

Infine, è stato annunciato un emendamento nel decreto crescita pensato per i creditori, che potranno accedere al Fondo per le vittime dei mancati pagamenti.

L’incontro istituzionale ha visto anche il debutto dei nuovi commissari Giuseppe Farchione, Luca Gratteri e Antonio Cattaneo, subentrati ai tre dimissionari. Ora rimane una questione pesantissima, quella dei contratti.

Buona parte dei dipendenti aveva accettato un taglio orario rispetto ai precedenti accordi, e il loro contratto base è quindi un part time o poco più. La cassa integrazione viene calcolata sul contratto base, e in centinaia di casi porterebbe quindi una cifra piuttosto bassa, attorno ai 300 euro. Decisamente pochi, per gestire una famiglia e dopo anni di problemi in cui magari si sono già intaccati i risparmi.

La speranza è di far inserire nel rientro all’amministrazione anche il “rialzo” del contratto base. Gli sforzi, intanto, proseguono a vari livelli. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 150mila euro per aiutare le famiglie dei 450 lavoratori presenti nel proprio territorio. I fondi verranno destinati ai Comuni coinvolti, perché portino avanti interventi concreti.

Rubiera, in questo senso, si è già attivata. Mercoledì sera la giunta guidata da Emanuele Cavallaro ha deciso la sospensione dei pagamenti delle rette dei servizi scolastici e della tassa rifiuti a favore dei soggetti coinvolti nella crisi del Mercatone Uno.

Un provvedimento che, unito alla richiesta di sospendere l’Imu su immobili sfitti, era stato in contemporanea richiesto da un ordine del giorno dei 5 Stelle, presentato lo stesso giorno in cui la giunta ha sancito i blocchi.

Maggioranza e minoranza che guardano nella stessa direzione, per molti versi. Cavallaro chiede poi una revisione dei criteri per accedere ai cosiddetti fondi per la “morosità incolpevole” sugli affitti. Oggi, per poter usare queste riserve, è necessario attendere lo sfratto esecutivo. Poter attingere in anticipo aiuterebbe a risolvere diverse situazioni, non solo quella del Mercatone. Tutte le manovre messe in campo a Rubiera e nei Comuni con sedi del Mercatone Uno andranno integrate con le risorse regionali: spesso i dipendenti non risiedono nel Comune dove lavorano. A Rubiera almeno venti persone su quaranta hanno la residenza altrove.

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