Schenetti non ha diffamato Assolta sul caso Bedeschi
Al centro del processo un volantino critico sulla riqualificazione del borgo di Cadonega, venne querelata dall’ex sindaco
viano. È stata assolta la pittrice Graziella Schenetti dall’accusa di aver diffamato l’ex sindaco di Viano, Giorgio Bedeschi.
Lo ha deciso il giudice Maria La Nave nell’udienza che si è svolta lunedì scorso, dopo che l’accusa invece aveva chiesto la condanna della donna, così come aveva fatto la parte civile (Bedeschi infatti si era costituito in giudizio con l’avvocato Libero D’Incecco).
Al centro del processo c’era un volantino, due fogli formati da copia di atti del Comune di Viano relativi alla realizzazione in via Codonega di un centro benessere, struttura privata di proprietà di Antonio Grassi.
Per Bedeschi – che aveva querelato la donna per quel documento – e per l’accusa, lo stesso lasciava intendere che l’amministrazione comunale di Viano finanziasse illecitamente, con denaro pubblico, iniziative edificatorie e imprenditoriali private. Un teorema che l’ex primo cittadino di Viano aveva sempre comunque respinto, spiegando come quell’intervento di riqualificazione fosse stato reso possibile grazie a finanziamenti erogati dalla Provincia relativi a fondi europei destinati alla riqualificazione dei borghi. E che il borgo di Cadonega, in quanto tale, ne aveva diritto.
La difesa – rappresentata dall’avvocato Paolo Bertozzi – ha però respinto l’accusa di diffamazione, sostenendo invece che quel documento, realizzato in un’unica compia consegnata al forno di proprietà di un allora consigliere comunale e solo a lui indirizzata per informarlo voleva essere una critica all’operato dell’amministrazione, ma non rappresentava alcune intenzione diffamatoria.
Il fatto poi che la pubblicazione non sia stata diffusa in più copie, ma consegnata solo al destinatario individuato dalla Schenetti, non avrebbe comunque permesso che si concretizzasse la diffamazione.
Per il giudice, che ha pronunciato una sentenza di assoluzione, questa tesi deve ritenersi fondata. Si è comunque presa 90 giorni per la pubblicazione delle motivazioni. —
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