Casa per anziani di Correggio, assolte responsabile e quattro operatrici
Sono state giudicate con il rito abbrevviato. La stenza del gup è arrivata allle 13,30 di venerdì 21 maggio. Altre sei sono state rinviate a giudizio
CORREGGIO. Assolte con formula piena quattro operatrici e la responsabile della casa di riposo di via Mandriolo Superiore accusate, di violenza privata e la prima di omissione di controllo. E' la sentenza emessa alle 13,30 di venerdì 21 giugno dal gup Luca Ramponi al termine dell'udienza preliminare in tribunale a Reggio Emilia. Verdetto che dà una brusca sterzata al procedimento penale per maltrattamenti a un anziano, avviato in seguito al blitz dei carabinieri, avvenuto fine marzo 2018. Le 5 donne assolte sono state giudicate con il rito abbrevviato. Escono, per il momento, dal processo Serena Guerzoni, la responsabile, all'epoca, della struttura, (assistita dagli avvocati Gianni Zambelli e Chantal Frigerio; Delia Manna Enriquez Apumatta (difesa dall'avvocato Henric Stove); Elvira Nahradean (i cui interessi sono curati da Alessadro Tusbenti); Samira Belaraj (difesa da Marco Valeri) e Concetta Napoli (assistita da Edoardo Salsi e Janny Loforese).
Il gup ha rinviato a giudizio - come richiesto dal pubblico ministero Maria Rita Pantani - altre sei operatrici: Karina Da Silva, Maria Di Francesco, Elena Bassi, Angela Cipriani Tehei, Antonia Iacovino e Esther Montoya. Sul fronte della parti civili - proprio a causa dell'assoluzione delle imputate - l'eventuale costituzione avverrà in sede processuale. Si tratta comunque della parte lesa, l'anziano di 83 anni, ospite della casa di risposo, degli Enti pubblici: Regione, Unione dei Comuni della pianura Reggiana e il Comune di Correggio, dell'Ausl e di Coopseliso, la cooperativa di servizi che tutt'ora gestisce la struttura, nella doppia veste di parte civile e responsabile civile.
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La scorsa udienza, il 7 giugno, il pm Pantani oltre a chiedere il rinvio a giudizio delle sei dipendenti Coopselios, aveva avanzato richieste di condanna a 2 anni e 4 mesi a carico delle quattro operatrici da giudicare con il rito abbreviato e 4 mesi di reclusione per la responsabile dell'ospizio. Una richesta modificata in una sanzione di 300 euro, nell'udienza odierna, visto che solo i pubblici ufficiali possono rispondere penalmente del reato di omissione di controllo. Il pm ha annunciato che attenderà la motivazione delle sentenze poi ricorreà in appello.
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Secondo i legali delle quattro oss assolte: "E' stato fondamentale, per l'esito del processo, aver visionato, la scorsa udienza, i filmati dei carabinieri che avrebbero dovuto rappresentare la prova a carico più forte per le indagate ma dai quali, invece, è stato chiaro che non erano stati commessi reati". "In particolare per quanto concerne l'accusa di aver allontanato il letto del paziente di 83 anni dal muro - proseguono Stove, Tusbenti, Valeri e Salsi - per evitare che chiedesse aiuto, è stato dimostrato che, invece, si trattava di gesti di accudimento e non certo di maltrattamenti".
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