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appello bis a catanzaro 

A Grande Aracri 30 anni per l’omicidio Ruggiero

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CATANZARO. Sempre più pesante la situazione di Nicolino Grande Aracri, 60 anni, che incassa l’ennesima condanna.

Trent’anni di reclusione – decretati nell’Appello bis a Catanzaro – per l’omicidio del falegname Rosario Ruggiero detto “Tre dita” (freddato il 24 giugno 1992) che in precedenza aveva ucciso Gino Valerio, padre del pentito Antonio. La Corte di assise di appello non ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Alessandro Modestino di confermare la sentenza cassata, da qui l’assoluzione per non aver commesso il fatto di Vincenzo, Pietro, Salvatore (53enne) Comberiati e Giuseppe Grano. I cinque imputati sono stati giudicati con rito abbreviato. Il processo di Appello bis, scaturito dall’operazione Filottete, è giunto dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione. Al centro del procedimento l’inchiesta con cui i carabinieri del Comando provinciale di Crotone coordinati dalla Procura antimafia di Catanzaro, sono riusciti a ricostruire la storia di 20 anni di faide tra le cosche della ‘ndrangheta crotonese, culminate in sette omicidi a cavallo fra il 1989 e il 2007. Secondo l’impianto accusatorio gli omicidi sarebbero stati dettati dalla necessità di eliminare fisicamente i nemici delle cosche alleate: quella dei Comberiati a capo della locale di Petilia Policastro e quella di Nicolino Grande Aracri, boss della locale di Cutro. Le cosche erano dedite al lucroso traffico di stupefacenti, smerciati anche a Milano e in altre zone del Nord, e alle estorsioni che svolgevano con assoluta padronanza. La faida tra clan rivali, ma spesso tra personaggi dello stesso clan, scoppiava sempre per meri interessi economici e di potere. —

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