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la vertenza 

Mensa in carcere I cuochi non pagati ora rischiano il taglio

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REGGIO EMILIA. Da non pagati a senza lavoro. È il destino beffardo che si sta profilando per 30 dipendenti addetti alle mense nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Quei lavoratori, come riportano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uitucs-Uil, «non servono» ai responsabili di Serenissima ristorazione spa, che dall’1 luglio gestirà in appalto le mense degli istituti penitenziari di Bologna, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Rimini.

IL PRECEDENTE

Ma come si è passati a lavorare per anni nello stesso posto a rischiare di perderlo all’improvviso? Fino a tre mesi fa, come racconta Daniela Dessì della Filcams di Bologna, le mense erano affidate a Food&Facility del consorzio Unilabor, ma dopo mesi di stipendi negati e altri servizi “dimenticati” (al carcere Dozza di Bologna, ad esempio, il cuoco denunciava che tutto era «gestito al massimo ribasso» e che mancava anche il detersivo per lavare i piatti), il ministero della Giustizia (che assegna la gestione delle mense negli istituti penitenziari) ha revocato la concessione all’azienda. Così, da tre mesi mentre i lavoratori sono in cassa integrazione e, in attesa che si trovi un sostituto, la gestione dei pasti nelle case circondariali della regione è in capo a Camst e Serenessima spa. Quest’ultima, è la stessa azienda che dall’1 luglio dovrebbe rilevare la gestione delle cucine sostituendosi a Food&Facility.

IL SINDACATO

«Ma proprio qui che nascono i problemi – continua Dessì – perché ieri abbiamo incontrato i responsabili dell’azienda che si dicono non interessati ad assumere di nuovo i lavoratori che da oltre 30 anni stanno dietro ai fornelli delle mense»

GLI SCENARI

A Bologna, i cuochi addetti alla mensa del carcere della Dozza che rischiano di rimanere senza lavoro a causa di «un tecnicismo» sarebbero sei persone.

Per loro e per gli altri 24 “sparsi” in Emilia-Romagna, le sigle ora chiedono essenzialmente due cose: prima di tutto di incontrare al più presto, «per la salvaguardia occupazionale e per il rispetto dei diritti contrattualmente previsti», il provveditore regionale della polizia penitenziaria, Gloria Menzelli; e poi di spostare l’assegnazione dell’appalto almeno al 1 agosto. —

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