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casalgrande, IL DEPUTATO ED EX SINDACO 

«Battuti da arroganza e invidia Il Pd locale incapace di capire»

Adriano Arati
«Battuti da arroganza e invidia Il Pd locale incapace di capire»

Andrea Rossi: «Una ferita per la quale dobbiamo chiedere umilmente scusa Pensiamo alla scuola di politica Iuvenilia e ripartiamo dalla Festa di Villalunga»

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«Una vera e propria ferita per la quale, prima di tutto, dobbiamo chiedere umilmente scusa».

Non gira attorno alla questione Andrea Rossi, parlando della sconfitta elettorale del Pd a Casalgrande. Il parlamentare Pd, primo cittadino casalgrandese dal 2004 al 2014 e principale referente per la grande festa del Parco Secchia, rimane uno dei grandi protagonisti della politica locale e ora riflette su un evento per tanti versi storico: «Per la prima volta dopo 73 anni il partito Democratico di Casalgrande, con la sua lunga tradizione, e il candidato sindaco Alberto Vaccari, perdono le elezioni e la guida del nostro Comune».

Il Pd erede del Pci e del centrosinistra, da sempre al governo in paese, ha abdicato, in un territorio dove comunque rimane solido, e lo ha fatto prima di tutto per le spaccature interne.

Il nuovo sindaco Giuseppe Daviddi, eletto al ballottaggio a capo di una lista civica, nello scorso mandato era consigliere di maggioranza, e lo stesso vale per diverse persone chiave della sua squadra e della sua campagna.

Negli altri comuni del distretto il centrosinistra unito ha vinto agevolmente, e l’amarezza in questo senso è palese, nello zoccolo duro del Pd casalgrandese.

Ed è a questo nucleo che si rivolge Rossi: «Dobbiamo chiedere scusa perché c’è una comunità politica a cui dobbiamo rispondere e che in questo momento nella sofferenza si trova spaesata. Per le persone che offrono in modo volontario il proprio tempo, anche per poche ore durante tutto l’anno, per la Festa di Villalunga; per chi ha deciso di dedicare il proprio tempo per dare il proprio contributo alla campagna elettorale; per i tanti iscritti ed elettori».

l’analisi

La ferita è ancora pulsante, allora. Ma a cosa è dovuta? Per Rossi non è tanto una questione di qualità del governo locale quanto «qualcosa di più profondo, che molte volte tocca anche la dimensione più sentimentale nel rapporto con la nostra comunità, quella che si basa su elementi più irrazionali che razionali, in una percezione popolare che, frutto, forse, di una lunga stagione di governo, ci ha letto come arroganti. Come l’esaltazione di un evento popolare come la Festa di Villalunga: ha solleticato sentimenti reconditi e nascosti della nostra comunità, come l’invidia».

È mancata quindi la «capacità di comprendere fino in fondo quelli che erano segnali che arrivavano da alcuni settori organizzati dalla nostra società per noi importanti e fondamentali, come alcuni mondi dell’associazionismo sportivo e del volontariato in generale; la sottovalutazione di alcune tensioni crescenti all’interno della maggioranza di governo e del Pd stesso, liquidate, purtroppo, con sufficienza a oggi impropria».

Tanta severità, rivolta anche agli attuali vincitori: «Se ancora oggi pensano di esser parte di questa famiglia, per condividerne l’insieme di valori, di prospettiva politica, di consapevolezza nell’essere un argine democratico alla destra di Salvini o alla demagogia grillina, va detto che si sono messe in discussione, proprio con questa scelta, le fondamenta dell’essere parte di una comunità politica». Perché, sottolinea Rossi, «è stato generato un pericoloso precedente (e non possiamo essere ipocriti sul fatto che anche se fossero state compiute scelte diverse, non si sarebbe generata una eguale spaccatura)». Adesso, archiviato il risultato, il Pd prova ad andare avanti. A inizio settimana si è tenuta la riunione di segreteria con i tanti giovani coinvolti dal Pd per le elezioni.

Le nuove speranze

A loro pensa Rossi annunciando la novità, una sorta di scuola di politica, «un nuovo percorso aperto di formazione, rivolto alla comunità, attraverso un’iniziativa aperta a tutte le varie persone che si riconoscono in un campo largo di centrosinistra dal nome “Iuvenilia - l’impegno pubblico delle giovani menti aperte”». L’altra grande tappa si chiama poi Festa di Villalunga, «quest’anno si carica di un significato ancora più importante, con il festeggiamento della sua ventesima edizione». —



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