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Due milioni di euro per riqualificare il “Don Cavalletti”

Adr.Ar.
Due milioni di euro per riqualificare il “Don Cavalletti”

C’è già un progetto per rifare impianti e ripensare gli spazi Borghi: «La sfida ora è trovare le fonti di finanziamento»

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CARPINETI. Un progetto da oltre due milioni di euro per riqualificare radicalmente la struttura del “Don Cavalletti” di Poiago di Carpineti, una delle principali case di riposo della montagna e sede dell’omonima Asp, l’azienda di servizi per la persona.

Un luogo importante su cui negli anni scorsi non sono mancate polemiche legate alla privatizzazione di molti servizi. Ora si pensa alla struttura vera e proprio.

Il percorso progettuale è stato ideato dall’architetto Luigi Monti e presentato nei giorni scorsi alla giunta comunale e alla presidenza del Don Cavalletti.

La cifra stimata è di due milioni e trecentomila euro, una somma piuttosto corposa, e ora la sfida è proprio quella di ottenere i finanziamenti necessari per procedere con l’operazione.

Nel frattempo, il Comune ha già avviato un altro progetto da circa mezzo milione di euro per il recupero architettonico dell’ex stalla, da trasformare in area residenziale.

Il complesso di Poiago è formato da tre edifici comunicanti, il più antico risale al 1922, gli altri due agli anni ’60 e agli ’80 del secolo scorso. Parecchi anni, soprattutto da un punto di vista edilizio: «La loro vetustà, la disposizioni dei vani, ma soprattutto l’età degli impianti (elettrici e termici) sono superati dalle moderne tecnologie smart che ora si vorrebbero introdurre», spiega il sindaco Tiziano Borghi.

«Secondo i progettisti, la creazione di alloggi completamente rinnovati che rispondano alle moderne esigenze di soggiorno sarà possibile intervenendo su quattro grandi capitoli edilizi. L’intervento base dovrà avvenire sull’intera struttura, con risoluzioni importanti e necessarie al miglioramento della resistenza sismica».

Le aree di intervento sono diverse. Fra queste, «la ricostruzione e ridistribuzione di tutti gli impianti che trasportano energia e fluidi, soprattutto riferiti al termico, al raffrescamento e alla ventilazione climatizzata che comporterà la sostituzione dei generatori dell’acqua termica e sanitaria, privilegiando l’istallazione di macchine che sfruttano energie da fonti rinnovabili, capaci di rendere gli edifici meno energivori, tendendo all’autosufficienza, come fotovoltaico, pompe di calore e coibentazioni».

Infine, verranno riorganizzati gli spazi, per «favorire la mobilità delle persone anziane e il lavoro degli operatori attraverso una diversa distribuzione dei locali che alloggiano gli ospiti, con un forte miglioramento del rapporto spazio/letto/servizi igienici».

Il tema centrale ora è quello economico: «L’investimento finanziario è molto impegnativo; si parla di oltre 2 milioni di euro, circa 700 euro per metro quadrato di superficie da ammodernare – sottolinea Borghi –. Ora occorre ricercare le fonti di finanziamento per compiere un investimento di straordinaria importanza». —

Adr.Ar.

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