Gazzetta di Reggio

Reggio

droga/2 

Eroina, restano in cella i due giovani arrestati con il blitz in via Turri

T.S.
Eroina, restano in cella i due giovani arrestati con il blitz in via Turri

Il 30enne: «Da marzo non spaccio più». L’altro non parla Entrambi sono incastrati da filmati e ammissioni di clienti

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Rimangono in carcere i due disoccupati nigeriani finiti nei guai giovedì mattina quando la squadra mobile è piombata nell’appartamento in cui vivono in via Turri.

L’ha deciso – ieri mattina – il gip Luca Ramponi, anche alla luce di quanto emerso durante l’udienza di convalida dell’arresto, cioè che i due giovani stranieri erano nel mirino degli inquirenti dall’inizio dell’anno. Erano stati infatti filmati mentre vendevano la droga (con tanto di ammissioni dei clienti) e il loro arresto era stato volutamente “differito” dalle forze dell’ordine per capire, tenendoli d’occhio, in quale “giro” operassero. Due procedimenti, quindi, gestiti dal pm Iacopo Berardi (relativamente alla prima fase investigativa) e dal pm Maria Rita Pantani (per l’arresto successivo alla perquisizione di tre giorni fa). Davanti al gip Ramponi i due arrestati hanno avuto ieri mattina un comportamento diverso. Il 23enne Victory Aligbe (difeso dal legale Elisabetta Strumia) s’è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre il 30enne Julius Omoruyi – assistito dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri – ha dato la sua versione dei fatti, assistito dall’interprete Lodovico Zamboni. Ha ammesso l’attività di spaccio, aggiungendo che oltre ad eroina e marijuana ha venduto anche della cocaina: dice che prendeva la droga ai giardini pubblici per poi consegnarla a qualcun altro. Ma a marzo si è trasferito in Francia e da quel momento sarebbe uscito dall’attività di spaccio. Di recente è tornato per il rinnovo di alcuni documenti e si è trattenuto a Reggio Emilia per attendere la relativa consegna da parte della questura fissata per il 25 giugno. Nell’attesa è stato ospitato dal connazionale, condividendo una camera di via Turri con Victory: «Ma dell’eroina trovata giovedì non so nulla». I pm Berardi e Pantani hanno chiesto per entrambi gli indagati la misura cautelare in carcere, mentre la difesa una misura restrittiva meno afflittiva, considerando che Omoruyi ha collaborato e Aligbe ha un domicilio in città. Ma non hanno un lavoro il che fa ampiamente sospettare che vivano di spaccio, inoltre vi sono prove schiaccianti contro di loro (filmati, testimonianze, il recente blitz antidroga) e il gip Ramponi li ha tenuti in cella. In carcere attenderanno il termine dell’inchiesta che probabilmente riunirà i due filoni investigativi. Giovedì gli agenti hanno sequestrato 54 dosi per circa 33 grammi di eroina, 1.500 euro in contanti, numerosi ritagli di cellophane per confezionare le dosi, sei telefonini, tre sim card e due adattatori sempre per le sim card. —

T.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google