Insediamento fra le scintille Pd escluso dalle prime nomine
Miselli vice di Daviddi. A Cassinadri la presidenza con Bottazzi vice. Rinaldi lascia L’ex maggioranza: «Arroganti. Ci sono accordi sottobanco e un sindaco ombra»
CASALGRANDE. Inizia con emozioni e qualche tensione, il nuovo cammino amministrativo di Casalgrande. Ieri mattina si è insediato ufficialmente il nuovo consiglio comunale del paese reggiano, quello designato dal ballottaggio del 9 giugno scorso in cui Giuseppe Daviddi, della lista civica Noi per Casalgrande, ha superato il sindaco uscente Alberto Vaccari (Pd).
Un risultato storico: dal dopoguerra a Casalgrande avevano sempre governato i partiti della sinistra. Ora la grande novità rappresentata dalla squadra di Daviddi. Vi sono anche le prime novità rispetto al consiglio comunale uscito dal voto del primo turno del 26 maggio.
Della maggioranza di Noi per Casalgrande non farà parte Silvia Miselli, perché chiamata in giunta come vicesindaco. E nei Comuni sopra ai 15mila abitanti non è possibile ricoprire il doppio ruolo.
Al suo posto, Fabrizio Panini. Una variazione riguarda anche il centrodestra. Il candidato sindaco Villiam Rinaldi ha rinunciato al ruolo, sostituito da Giovanni Corrado. Presidente del consiglio comunale sarà Marco Cassinadri – primissimo per preferenze il 26 maggio ed ex vicesindaco con Vaccari – che avrà come vice Giorgio Bottazzi, candidato sindaco 5 Stelle.
Infine i capigruppo. Quella di maggioranza sarà Alessandra Valestri; per il gruppo di quattro elementi del Pd l’incarico va a Matteo Balestrazzi. Completano l’elenco Bottazzi e Corrado, unici rappresentanti delle rispettive formazioni.
Daviddi, nel suo discorso introduttivo, ha ribadito la volontà di affidare alle opposizioni le presidenze delle commissioni in cui sia possibile fare questa scelta.
La seduta è stata aperta da un minuto di silenzio per ricordare il sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini, morto a seguito di una esplosione nel suo municipio, dopo aver aiutato dipendenti e collaboratori a mettersi in salvo. Ed è stata la prima sessione consiliare interamente trasmessa in diretta sulla pagina Facebook dell’ente.
Dopo una campagna elettorale tirata e dai toni spesso aspri, con sei candidati e otto liste, le scintille sono arrivate dal primo giorno. Il Pd casalgrandese contesta la nomina di Bottazzi a vicepresidente del consiglio comunale, votata da tutti i consiglieri e quindi anche dalla maggioranza.
Il Pd, forte dei quattro consiglieri di opposizione, si sarebbe aspettato l’incarico: «Prendiamo atto dell’arroganza degli esponenti della maggioranza che non si sono nemmeno degnati di contattare il gruppo del Pd per definire o anche semplicemente discutere la proposta della figura del presidente».
L’accusa è di un «accordo sottobanco della lista Noi per Casalgrande e il M5S, come dimostra la nomina di Bottazzi vicepresidente del consiglio comunale, deciso esclusivamente dalla maggioranza, senza coinvolgimento delle opposizioni, sicuramente non dal Pd che ha il maggior numero di consiglieri (ben quattro su sei) tra i banchi della minoranza. Evidentemente è arrivato il momento per la lista civica di pagare pegno». L’ultima nota polemica riguarda Cassinadri e il ruolo di presidente del consiglio: «Il fatto che sia stato assegnato a Cassinadri non solo dimostra che non esiste un segnale di discontinuità con il passato, ma, anzi, anche che l’attuale amministrazione ha, a tutti gli effetti, un sindaco ombra, oltre a uno ufficiale». —
Adr.Ar.
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