Trasloco Festareggio Gli storici volontari «Sarebbe assurdo andare a Modena»
Tante perplessità su un possibile trasferimento a Ponte Alto Silenzio dai vertici del partito, Orlandini: «Che si decida ora»
reggio emilia. Da FestaReggio a FestaModena? No, grazie. La notizia di un possibile trasloco della Festa dell’Unità reggiana a Ponte Alto ha sconvolto gli storici volontari che, da anni, si impegnano per organizzare e portare a compimento la manifestazione, un tempo una delle più grandi feste dem a livello nazionale e oggi travolta dalla crisi finanziaria e dalla mancanza di spazi adeguati. Perché, se nella vita tutto ha un inizio e una fine, qualora davvero FestaReggio fosse giunta alla sua conclusione in molti si sarebbero aspettati un epitaffio ben diverso dal buco milionario, dal silenzio dei dirigenti provinciali del partito e dal trasloco forzato dalla storica sede del Campovolo, con le fiere che nella scorsa edizione “low cost” non hanno permesso di ottenere i risultati sperati.
dirigenti silenti
Decidere di non decidere non è sempre la scelta migliore. Eppure dai vertici del Partito Democratico provinciale non è giunta nessuna nuova. Nemmeno l’indiscrezione del possibile accorpamento con Modena, che invece gode ancora di buona salute, ha scosso gli animi. Non ricevendo dichiarazioni spontanee, ieri abbiamo provato a cercare chi, teoricamente, dovrebbe essere informato dei destini di FestaReggio. L’unico a rispondere al telefono è stato il responsabile, Paolo Cervi, che ha però spiegato di «non star seguendo la vicenda, non sono aggiornato». Da Andrea Costa, segretario provinciale Pd, e da Maino Marchi, tesoriere del Pd reggiano, invece nessuna risposta nonostante le numerose telefonate.
rabbia dei volontari
Chi non si nasconde, invece, sono i volontari di FestaReggio, la vera anima che in questi anni ha portato avanti la manifestazione.
A tanti, quando hanno letto dell’ipotesi trasloco, è preso un mezzo coccolone. Le chiamate allarmate si sono susseguite per tutta la giornata di ieri e, a parlare per tutti, è William Orlandini, deus ex machina del centro sociale Orologio: «Quando abbiamo letto la notizia ci siamo rimasti. In tanti mi hanno chiamato e mi hanno chiesto “cus’el cal lavor ché?”. Andare a Modena è improponibile, prova a pensare solo ai volontari. Come fai a portarli fino a lì? Come può funzionare?».
Non è però, precisa Orlandini, una «questione di campanilismi. Se non ci sono più le condizioni per fare FestaReggio si devono fare delle scelte. Si era anche parlato di fare a Modena solo un ristorante con le specialità reggiane, che però non sono poi così diverse da quelle modenesi... come si fa? Ormai non mi stupisco più di nulla in questo partito, dico solo che chi ha queste idee forse non capisce molto di feste».
Un’altra delle opzioni in campo era quella di allungare di qualche giorno le altre feste previste in provincia ma, anche su quel fronte, tutto tace. «Si era detto di farla addirittura ai Chiostri di San Pietro – conclude secco e amareggiato Orlandini – ma quello è un posto per fighetti, prima di tutto si deve pensare al ritorno economico. Lì come fai a montare un ristorante? Secondo me quest’anno si salta, parlare di FestaReggio a fine giugno è già tardi. Ci sono state le elezioni amministrative e ci sta che non hai fatto una discussione sulla festa, ma adesso si deve aprire un dibattito e decidere. Mi sembra che qualcuno, e lo dico in senso buono e senza criticare, ci abbia dormito su un po’ sopra». —
Leonardo Grilli
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