Gazzetta di Reggio

Reggio

Il processo a parma 

«Io, molestata dal medico nonostante ci fosse anche mio marito»

Am.P.

La testimonianza  di una delle presunte vittime di Gianfranco De Lorenzis La vicenda sollevata in una puntata de Le Iene

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reggio emilia. «Il dottore ha avuto il coraggio di molestarmi dietro al separé nonostante la presenza di mio marito nella stanza». È stato uno dei passaggi da brivido della testimonianza di una delle presunte vittime del medico bariatrico (o chirurgia dell’obesità) Gianfranco De Lorenzis, a processo a Parma con la grave accusa di violenza sessuale continuata a aggravata nei confronti delle pazienti.

Sono 25 le donne, costituitesi parte civili, che lo accusano. Il caso del dottore, di origini pugliesi e con studi in diverse città, è stato sollevato da “Le Iene”; l’ultimo servizio del giornalista Giulio Golia proprio a Parma, dove l’imputato risiede ed è finito alla sbarra. Occorre sottolineare che gli avvocati difensori, Paglia e Tangari, hanno ottenuto la non ammissibilità del video de “Le Iene”.

Il dottore, presente in aula, ha sempre negato con forza gli addebiti e, dopo una sospensione di un anno, fino alla sentenza può esercitare la professione. Una vicenda che ha suscitato scalpore anche a Reggio, dove nel 2015 è stata presentata una delle prime denunce: una ragazza all’epoca 17enne, assistita dall’associazione antipedofilia La Caramella Buona insieme ad altre tre donne mediante i propri avvocati Donatella Ferretti e Simone Servillo. Non l’unica donna fragile che ha riferito di abusi, visto che venerdì scorso, in udienza, hanno deposto due ex pazienti reggiane. Prima Maria (nome di fantasia), residente nella nostra provincia, che ha raccontato di visite proctologiche particolari. Poi il racconto di Anna (anche questo nome di fantasia), che si è rivolta a De Lorenzis nel 2007 per un intervento di bendaggio gastrico.

«Inizialmente mi fidavo di lui», ha detto la donna, secondo la quale il dottore si è comportato correttamente nel periodo pre-operatorio. Le attenzioni sgradite sono iniziate nel post-operatorio: visite lunghe, lunghissime («più di due ore»), durante le quali «lui ha messo in atto atteggiamenti libidinosi molto pesanti». Palpeggiamenti al seno e nelle parti intime, «si strusciava di continuo per far sentire la sua erezione. Quello che mi ha dato più fastidio è stato il tentativo di baciarmi con la lingua». Anna, stupita dalle pratiche poco ortodosse, un giorno si è fatta accompagnare dal marito: il dottore imperterrito ha allungato le mani dietro al separé, «era dietro al separé che si trasformava in un lupo». Accompagnata dalla madre, invece, la visita è filata liscia. I difensori del medico hanno contestato: «Se è rimasta così traumatizzata, perché quattro anni dopo lei è tornata da De Lorenzis?». Mentre per Maria i legali hanno prodotto documentazione medica a suo favore. La prossima udienza il 12 luglio, con una calendarizzazione fino a dicembre solo per i testi dell’accusa: in totale 70 le persone citate. — Am.P.

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