La sopravvissuta alla strage inaugura l’opera sull’eccidio
Liliana Del Monte, oggi 86enne, da bambina nel 1944 riuscì a sfuggire ai nazisti Ha presenziato al taglio del nastro del murales a lei dedicato alla casa cantoniera
Nuovi “fili della memoria” visibili a tutti, testimonianza di una storia ancora molto vicina. Ieri mattina lo spazio autogestito Casa Bettola a San Pellegrino ha festeggiato ufficialmente il murales di Pietro Anceschi dedicato a Liliana Del Monte, una delle pochissime sopravvissute all’eccidio della Bettola del giugno 1944.
IL LUOGO
Scelta del tema e data del taglio del nastro non sono casuali, anzi. Casa Bettola è una vecchia casa cantoniera di Anas che prende il nome dalla strada su cui si affaccia, via Martiri della Bettola, come è denominata in quel tratto cittadino la statale 63 che risale verso l’Appennino e la Toscana.
La storia
Il grande disegno di Anceschi raffigura una bimba portata in bicicletta e ricorda uno degli episodi più conosciuti legati alla strage nazista di 75 anni fa, la vicenda di Liliana Del Monte. All’epoca “Lilly” era una bimba, sfollata nel borghetto vezzanese assieme alla famiglia, e durante l’azione tedesca venne ferita più volte. Un soldato, vedendola sanguinante fuori dall’edificio da cui era caduta, fece finta di non vederla, e successivamente i soccorritori riuscirono a prestarle aiuto e a portarla in un luogo sicuro. Una storia tornata celebre negli anni ’90 grazie a “L’unica superstite”, brano dei Modena City Ramblers pubblicato nel ’96 nell’album La grande famiglia. L’autore conosce bene l’accaduto; il fisarmonicista Alberto Cottica, autore del pezzo, è un parente di Liliana.
L’OPERA
Con il grande murales, Casa Bettola ha voluto omaggiare la Del Monte, ospite della casa alcuni mesi fa e presente anche nella giornata di ieri. Lo ha fatto in un giorno speciale, quello del 75esimo anniversario della Bettola, ricordato a sera a Vezzano. Un folto gruppo di Casa Bettola, concluso il taglio del nastro, è partito a piedi proprio per il paesino, per un cammino a tappe che ha portato ad arrivare alla Bettola in tempo utile per la commemorazione ufficiale. Lì gli escursionisti della memoria si sono riuniti con un’altra delegazione, impegnata in un percorso alternativo dall’Appennino, e sono poi tornati in città approfittando delle ultime due corriere di giornata. Prima, però, era stato il momento di Liliana. È stata l’86enne superstite, affiancata dall’autore dell’opera Pietro Anceschi, a tagliare il nastro inaugurale. Non era la classica fettuccia tricolore ma un nastro realizzato con adesivi “antifa”, pensato proprio l’iniziativa.
LA CERIMONIA
A seguire, tutti hanno potuto ascoltare la narrazione “Di qua e di là del ponte” con Paolo Rozzi prima di mettersi in marcia. Nella comitiva, anche l’ex sindaco vezzanese Mauro Bigi, che nel suo decennio di mandato ha lavorato a lungo perché la memoria dell’eccidio si solidificasse nel tessuto collettivo, a partire dalle scuole. La prima sosta, con pranzo al sacco, è stata ospitata dal centro sociale Vasca di Corbelli prima di Puianello, seguita da una tappa proprio a Puianello. Alle 16 è stato il turno di Vezzano, con due momenti distinti in centro e nell’ecoparco dedicato al partigiano Paride Allegri. Dal paese si è risaliti verso la destinazione. Ogni fermata è stata contrassegnata da narrazioni, letture e testimonianze a tema. —
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