Presidio degli operai del Sare per il posto, gli stipendi e il tfr
I 26 dipendenti licenziati dal salumificio in municipio a incontrare il sindaco Domani sindacati e maestranze replicheranno davanti ai cancelli dell’azienda
BIBBIANO. Presidio degli operai del salumificio Sare di Barco, ieri mattina, davanti al municipio di Bibbiano, accompagnati dai sindacti. Alle dieci alcuni di loro hanno incontrato il sindaco Andrea Carletti.
destino incerto
Un destino incerto e appeso a un filo, quello dei 26 dipendenti sui quali, il 20 di maggio scorso, l'azienda ha avviato una procedura legale di licenziamento collettivo. La successiva fase di confronto sindacale si è chiusa il 19 giugno senza che le parti – azienda, Rsu e organizzazioni sindacali – abbiano raggiunto un accordo sulle condizioni di uscita dei lavoratori.
Mancato accordo che ha fatto crescere la preoccupazione per il futuro dei lavoratori anche perché, nell'ultimo incontro, l'azienda di Barco ha risposto negativamente alle richieste avanzate dalla parte sindacale in tema di garanzie sulle somme dovute (principalmente retribuzioni correnti e Tfr), e di ricorso alla cassa integrazione straordinaria in deroga (come previsto dal cosiddetto Decreto Genova). La proposta avanzata dall'azienda è stata solo quella di differire nel tempo i pagamenti, senza offrire alcuna garanzia in caso di mancato pagamento di quanto dovuto.
gli operai
Una situazione delicata per tutto il settore industriale della Val d'Enza che rischia di dover affrontare una nuova crisi con 26 famiglie rimaste senza reddito.
Alcuni operai Sare hanno lavorato per una vita dentro lo stabilimento di Barco e a 50 anni si trovano disoccupati e senza nessuna prospettiva lavorativa.
i sindacalisti
Il sindacalista Cgil Salvatore Coda parla di una situazione difficile: «Ho fatto presente la positività dell'incontro con il sindaco e denunciato l'assoluta e ingiustificata sordità che la proprietà del salumificio Sare ha dimostrato, rispetto alle richieste dei lavoratori relativamente alle retribuzioni correnti e del Tfr. Noi abbiamo chiesto garanzie ma la proprietà non ne vuole parlare».
Dopo l'incontro in municipio, il sindacalista Vittorio Daviddi della Cisl spiega: «Il sindaco si è reso disponibile ad incontrare, in tempi brevi, l'azienda e ha espresso solidarietà e interessamento perché ai lavoratori siano riconosciute tutte le spettanze, mensilità arretrate e Tfr, inoltre si mobiliterà per cercare una nuova occupazione agli operai. La prossima mossa sarà un presidio presso l'azienda a partire da domani. Aspettiamo la convocazione della Provincia per aprire la fase pubblica della vertenza». —
Da.Al.
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