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Restano in carcere i tre ladri «I militari? Non riconoscibili»

Restano in carcere i tre ladri «I militari? Non riconoscibili»

Gli arrestati specificano in aula di non aver capito che fossero arrivati i carabinieri e di essere fuggiti rischiando di investirli vedendo spuntare delle armi  

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VIANO. Rimangono in carcere i tre giovani albanesi arrestati nella notte tra giovedì e venerdì dai carabinieri mentre cercavano di fuggire dopo avere compiuto un furto ai danni del Ristoself “Il Tresinaro” di via Guglielmo Marconi.

L’ha deciso il giudice Luca Ramponi e stiamo parlando di Gezim Dedaj, 21 anni; Kristjan Ndoy, 27 anni; Dorian Palokgjini, 24 anni. Secondo le indagini – coordinate dal pm Maria Rita Pantani – i tre non hanno esitato a puntare l’auto in fuga contro la pattuglia dei carabinieri, che si sono salvati solo grazie alla prontezza di riflessi, buttandosi a terra sul lato della strada. Ma poi, con l’auto lanciata in retromarcia ad alta velocità – una Saab 9000 appena rubata a Scandiano – hanno finito per schiantarsi contro un muretto di cemento. Dei quattro occupanti, uno è riuscito a fuggire; gli altri tre, nonostante abbiano aggredito i militari dell’Arma, sono stati alla fine arrestati.

Ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – i tre giovani hanno ammesso il furto, specificando però di non aver capito che erano sopraggiunti i carabinieri e di essersi spaventati vedendo spuntare una pistola, da qui la reazione di fuggire innestando quella pericolosa retromarcia. «Erano armati, pensavamo fossero uomini del quartiere» hanno detto davanti al giudice Ramponi, alludendo ad una sorta di squadra deputata alla sicurezza della zona. E hanno aggiunto di essere stati tirati giù a forza dall’auto e picchiati dai militari una volta bloccati dopo lo schianto contro il muretto.

Il pm Pantani ha poi chiesto la misura cautelare in carcere per tutti e tre gli arrestati. Richiesta a cui si è opposto l’avvocato difensore Carlo Mussini, chiedendo una misura meno afflittiva, specie per il 21enne Dedaj che ha la famiglia residente nel Reggiano. Il magistrato giudicante ha mantenuto in cella i tre banditi.

Restituita la refurtiva (un computer e il registratore di cassa) rubata al ristorante e sequestrata la Saab 9000 rubata a un 72enne di Scandiano, oltre a vari attrezzi da scasso e indumenti usato per il travisamento. —

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