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Bagnolo, accolte le richieste dei lavoratori: firmato l’accordo alla ditta Alubel

Luigi Vinceti
Bagnolo, accolte le richieste dei lavoratori: firmato l’accordo alla ditta Alubel

Dopo mesi di lotta, scioperi e presidio permanente l’azienda di Bagnolo ha finalmente rinnovato il contratto

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BAGNOLO IN PIANO. Si è felicemente conclusa, con un meditato accordo, la vertenza aperta fra l’azienda Alubel di Bagnolo e le maestranze – che comprendono anche lavoratori francesi, indiani e di altre regioni italiane – che durava ormai dall’inizio di quest’anno.

«Meritano tutti il nostro applauso – osserva la Fiom Cgil reggiana, che ha affiancato e sostenuto i dipendenti – perché per diversi mesi hanno tenuto la schiena dritta, rispondendo con determinazione e senza paura all’arroganza di chi li voleva supini. In questo modo, essi hanno ottenuto il rispetto che volevano e nel contempo conquistato il contratto che non avevano ancora sottoscritto. La lotta paga, una lotta combattuta per la dignità e contro l’autoritarismo padronale».

Parole che non si sentivano da tempo e che arrivano dopo almeno 80 ore di sciopero che hanno convinto la proprietà a sedersi a un tavolo di fronte al sindacato e alle Rsu per sottoscrivere un accordo della durata di tre anni.

La vertenza era nata – ricordano le rappresentanze sindacali – per il rispetto delle norme basilari di salute nei luoghi di lavoro, dopo che il titolare aveva permesso a un camion di entrare con il motore acceso in officina incurante delle conseguenze che avrebbe potuto avere sulla salute dei lavoratori.

L’episodio aveva indotto alla richiesta di chiarimenti e l’imprenditore aveva allora deciso di far uscire i lavoratori dalla fabbrica, facendoli sostare sul piazzale esterno e sottolineando, però, che quei 90 minuti persi non sarebbero stati considerati lavoro retribuito.

Una autentica provocazione, decisamente sbagliata, perché non conforme alle normative in vigore. Ciò aveva acceso la miccia di un primo sciopero, che era poi continuato nelle giornate successive, e la vertenza si era ulteriormente innervosita di fronte alla minaccia del datore di lavoro di considerare le giornate di sciopero delle vere e proprie “assenze ingiustificate”.

Di fronte a una simile eventualità era scattata la promessa di una querela all’azienda per attività antisindacale. Insomma, per diverse settimane c’è stato un vero e proprio braccio di ferro con i lavoratori riuniti in presidio permanente davanti ai cancelli dell’Alubel e l’azienda che non dava segnali di cedimento e di apertura al dialogo. Poi, finalmente, è arrivato l’avviso di una disponibilità ad aprire un tavolo di confronto per il rinnovo del contratto aziendale scaduto da tre anni e sospeso dallo scorso gennaio.

Un segnale accolto con soddisfazione e che ha dato vita al negoziato, che ora si è concluso con il pieno accoglimento di tutte le richieste dei lavoratori, a cominciare dal riconoscimento di attività lavorativa di quei 90 minuti trascorsi sul piazzale per la difesa della salute personale.

La discussione è quindi proseguita e si arrivati all’intesa finale, che fissa un vero e proprio accordo aziendale della durata di tre anni con un premio di risultato di 1.500 euro, dei quali 750 erogati in anticipo nel corso del 2019 ed il saldo nei prossimi anni.

L’ipotesi di accordo prevede inoltre la corresponsione di 750 euro lordi erogati come “una tantum” che, per coincidenza, rappresentano in pratica l’importo perso in busta paga a causa dello sciopero.

Le Rsu aziendali hanno dunque dato il loro pieno assenso, manifestando la massima soddisfazione per l’accordo e commentando con un certo sarcasmo: «Se l’azienda avesse accolto a gennaio le nostre richieste si sarebbe evitato questo lungo braccio di ferro».

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