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Dopo la sconfitta alle amministrative si è dimessa Ruini la segretaria del Pd

Adriano Arati ;
Dopo la sconfitta alle amministrative si è dimessa Ruini la segretaria del Pd

Molto commentate le parole dell’ex sindaco Andrea Rossi «Il centrosinistra ha il 60%, ma sembriamo solo litigiosi»

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Sono ancora incandescenti le braci lasciate dalla campagna elettorale a Casalgrande, uno dei Comuni in cui è stata più incandescente e combattuta, fino a portare al ballottaggio. E ora si è dimessa Cecilia Ruini, segretaria Pd.

Al secondo turno ha vinto Giuseppe Daviddi della civica “Noi per Casalgrande” contro il sindaco uscente Alberto Vaccari, sostenuto dal Pd, in un risultato epocale. Il paese reggiano era sempre stato governato da forze di sinistra, dal Pci ai vari eredi poi approdati, in parte nel Pd. La sconfitta è stata pesante e ha portato a molte riflessioni, in primis a quella di Andrea Rossi, parlamentare Pd e soprattutto casalgrandese purosangue, ex primo cittadino dal 2004 al 2014 e curatore principe della grande festa di Villalunga, da anni evento regionale Pd. La sua lunga analisi ha generato parecchie discussioni soprattutto sui vari portali social, a partire da Facebook, dove nei giorni scorsi sono intervenuti molti dei protagonisti diretti e indiretti della campagna elettorale 2019 e soprattutto della vita politica casalgrandese dell’ultimo decennio.

Le ultimissime polemiche fra la nuova maggioranza e il Pd, legate ai ruoli di vertice dell’appena insediato consiglio comunale, hanno poi riavviato i confronti.

Senza contare, ovviamente, che le elezioni rimangono argomento dominante nell’intero territorio, dai bar ai circoli alle mense ai ristoranti. Ovunque si parla di politica, e gli “autoctoni”, già di loro numerosi, sono interpellati dalle tantissime persone che ogni giorno passano o lavorano in zona, nel cuore del distretto ceramico.

Le parole di Rossi erano ovviamente fra le più attese, e hanno risollevato una questione pesante: il centrosinistra “tradizionale” a Casalgrande ha perso a causa di divisioni e spaccature che hanno portato molti sostenitori, in primis il nuovo primo cittadino, a fare scelte alternative. E questo, nei vari botta e risposta su Facebook e non solo, viene sempre più spesso a galla. Noi per Casalgrande è una civica a tutti gli effetti, che raccoglie sensibilità molto diverse, ma uno zoccolo duro di delusi esiste.

Daviddi è stato consigliere comunale di maggioranza dal 2014 al 2019, prima di uscire in contrasto con la riconferma di Vaccari come candidato, e il più votato della sua formazione è Marco Cassinadri, ex vicesindaco protagonista di un altro tempestoso abbandono a marzo.

E pure Cambia Casalgrande è una lista nata da esponenti di sinistra. L’amarezza, per i militanti storici, è alta ed emerge dalle parole e dai confronti con i vicini di casa, Scandiano e Rubiera, dove il centrosinistra ha vinto nettamente: «Se mettiamo assieme tutti i voti delle liste nate dalle spaccatura arriviamo anche noi al 60% o giù di lì. Metti pure che qualcuno del centro non ci votasse, avremmo vinto senza tanti problemi. Così invece sembriamo solo litigiosi», è l’amara riflessione.

E pure la questione responsabilità è tutta da chiarire. Per ora si registrano le dimissioni di Cecilia Ruini, eletta in consiglio, da segretaria del Pd. Il tutto, alle porte della festa di Villalunga, evento quest’anno chiamato a fare pure da collante per un gruppo di volontari per la prima volta minoranza nel proprio Comune. —



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